Ecco cosa farà Donald Trump da presidente USA, il suo programma

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Ecco cosa farà Donald Trump da presidente USA, il suo programma

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Ora il programma di Donald Trump promosso in campagna elettorale potrà essere realizzato. Ecco cos’ha promesso il tycoon.

La vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa 2016 ha travolto tutti. Non se l’aspettava quasi nessuno, nonostante gli ultimi sondaggi assegnassero un margine di vantaggio molto risicato a Hillary Clinton. E proprio quest’ultima era forse la persona che meno di tutti si aspettava la travolgente vittoria del candidato repubblicano, capace di strappare ai democratici persino una roccaforte tradizionale come la Pennsylvania.

Donald Trump presidente con Congresso repubblicano

Una volta insediato, Donald Trump si troverà a sedere alla Casa Bianca in condizioni molto diverse da quelle del suo predecessore Barack Obama. Quest’ultimo si è infatti dovuto confrontare per otto anni con un Congresso a maggioranza repubblicana, che ha bocciato alcune delle sue proposte, rendendo senz’altro il suo mandato meno incisivo di quanto lui stesso avrebbe voluto.

Trump, al contrario, potrà contare sulla maggioranza repubblicana sia al Senato, sia alla Camera dei Rappresentanti.

Inoltre potrà nominare da subito almeno un nuovo Giudice della Corte Suprema: sceglierà di certo un conservatore, ripristinando anche in quell’ambito la maggioranza repubblicana (5 a 4). In quanto nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump potrà decidere di annullare ogni ordine esecutivo della precedente amministrazione (Obama, per aggirare l’opposizione del Congresso, ha dovuto emetterne molti, ma si tratta di provvedimenti non permanenti).

Politica interna: promesse di posti di lavoro e lotta ai clandestini

In politica interna, Donald Trump ha promesso di voler rilanciare l’occupazione creando milioni di posti di lavoro. L’attuale livello di disoccupazione negli Usa è, secondo alcuni recenti dati, attorno al 5%, ovvero molto basso (è il valore che gli economisti stimano semi permanente, corrispondente alle persone che hanno abbandonato un’occupazione e ne cercano un’altra). Il problema degli States sembrerebbe quindi essere più che altro la tipologia e la remunerazione del lavoro, più che il lavoro in sé, quindi resta da capire come il neo presidente vorrà intervenire.

Sul fronte dell’immigrazione, Trump ha promesso una lotta dura ai clandestini.

Ha parlato di un muro lungo tutto il confine con il Messico e di espellere tutti gli irregolari. Se nel primo caso l’operazione può considerarsi fattibile, nel secondo la questione è più complessa. Molti clandestini vivono negli Stati Uniti da così tanto tempo che hanno anche avuto figli che, nati sul suolo americano, sono americani a tutti gli effetti. Da notare, comunque, che non una piccola parte della comunità latino americana ha votato per Trump proprio per la sua volontà di limitare i nuovi ingressi nel paese.

Politica estera, dialogo aperto con tutti

In politica estera, Donald Trump ha detto di essere intenzionato a parlare con tutti, da Vladimir Putin a Kim Jong-Un. Nel suo primo discorso, ieri, ha detto di voler cercare alleanze, precisando che se gli altri la penseranno come gli Usa, andranno d’accordo con gli Usa.

Infine una considerazione. Barack Obama ha dovuto fronteggiare un’opposizione senza precedenti da parte del Congresso, mentre, sulla carta, Donald Trump non dovrà fare altrettanto.

Certo è, però, che al tycoon non sono mancati, almeno sin qui, i nemici all’interno del partito repubblicano. Per qualche tempo, si era addirittura pensato di non farne, nonostante la vittoria alle primarie, il candidato del partito per la presidenza. Lui minacciò di correre da indipendente: non lo ha fatto, ma avrebbe potuto. Di sicuro, non potrà pensare di governare da indipendente.

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