Ecco la verità: Denis Bergamini fu ucciso

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Ecco la verità: Denis Bergamini fu ucciso

Denis Bergamini purtroppo non tornerà a vivere, ma per la sua famiglia quello di mercoledì 22 febbraio 2012 è sicuramente il giorno più importante da ventidue anni e mezzo a questa parte. Ora è infatti ufficiale: il calciatore del Cosenza non si suicidò gettandosi sotto un camion all’altezza di Roseto Capo Spulico lungo la Statale 106 in quel piovoso pomeriggio d’autunno del 18 novembre 1989, quando in prima serata le agenzia batterono la notizia della morte improvvisa del promettente centrocampista. Ad ucciderlo furono altri: è questo il risultato cui sono giunti i Ris di Messina che hanno depositato la loro perizia presso la Procura di Castrovillari, che lo scorso 29 giugno aveva riaperto il caso su sollecitazione della famiglia di Denis, che attraverso il legale Eugenio Gallerani fu in grado di produrre un accurato dossier con grafici e foto capaci di smentire una versione a cui hanno sempre creduto in pochi.

Già, ma chi uccise Denis? I dubbi a questo punto sembrano essere del tutto fugati ed anche se manca ancora il destinatario ufficiale del capo d’accusa, tutti gli indizi portano ad Isabella Internò, l’ex fidanzata di Denis che potrebbe presto essere accusata di omicidio volontario.

Trovano quindi finalmente risposte vent’anni di dubbi ed incongruenze ma se quello di oggi passerà alla storia come il giorno della sospirata verità, è altrettanto vero che tutto questo, invece di lenire il dolore della famiglia per la scomparsa del loro caro, rischia paradossalmente di acuirlo. La domanda inevitabile infatti a questo punto è: perché successe tutto questo? E perché Isabella ha mentito per oltre vent’anni, parlando di omicidio volontario e fornendo versioni contraddittorie, tra la richiesta di aiuto fornita immediatamente e fantasiosi racconti, insieme al conducente del camion, riguardo al trascinamento del corpo di Denis per oltre sessanta metri?

Ed è stato proprio questo dettaglio a rappresentare la svolta dell’indagine: gli effetti personali del giocatore infatti, dalle scarpe alla catenina fino all’orologio, sono risultati perfettamente intatti, scontrandosi con l’eventualità del trascinamento (nella foto il corpo coperto della vittima). Bergamini fu effettivamente travolto dal camion ma quando era già morto, quando era già stato ucciso.

Individuata la verità, sta per partire la lunga caccia al movente, più che ai colpevoli. Dai possibili, quasi certi, legami tra la Internò e la malavita locale ad una possibile storia di droga che Bergamini si trovò nel doppio fondo di quella sua Maserati, che gli fu venduta da un pregiudicato, tante sono le ipotesi maturate in questi quattro lustri. Denis scoprì di essere diventato un corriere a sua insaputa. E forse proprio in quel momento smise di vivere.

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