Edilizia cuneese in crisi: fatturato in grave calo e tempi di pagamento sempre elevati

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Edilizia cuneese in crisi: fatturato in grave calo e tempi di pagamento sempre elevati

Resta molto critica la situazione del settore edile in provincia di Cuneo. Peggiorano le previsioni su fatturato e ricorso alla manodopera esterna e risultano sempre elevati, in linea con l’ultima rilevazione, i tempi medi di pagamento. L’unico segnale positivo giunge dalle previsioni relative all’occupazione, meno negative rispetto alla passata indagine. Questi i risultati dell’indagine congiunturale di Ance Piemonte e Valle d’Aosta relativa al primo semestre 2012. Le previsioni delle aziende sull’andamento congiunturale nel periodo gennaio-giugno 2012 confermano tuttavia una generale situazione di crisi in atto ormai da tempo. Torna a salire anche il costo del credito bancario, mai così alto dallo stesso periodo del 2009.
Le previsioni delle imprese per il primo semestre 2012 confermano una situazione molto critica per il comparto edile che non fa trasparire segnali di ripresa. La visione temporale dei prossimi sei mesi sia delle imprese che lavorano con la committenza pubblica sia delle imprese che operano con clientela privata conferma un ulteriore andamento negativo.

Le previsioni relative al fatturato, all’occupazione e al ricorso alla manodopera esterna mostrano un incremento del pessimismo (saldi rispettivamente pari a: -45,5, -29,7 e -30,3) rispetto allo scorso semestre (-26,5, -25,9 e -23).
I dati a livello provinciale si allineano a quelli regionali: il clima di opinione delle imprese di Cuneo conferma la situazione negativa registrata nel semestre di previsione luglio-dicembre 2011. L’unico segnale di ottimismo proviene dalle previsioni sull’occupazione, che risultano meno negative dell’indagine precedente (saldo: -26,9; sei mesi fa era -29,5). Le previsioni delle imprese in provincia di Cuneo su fatturato e ricorso a manodopera esterna peggiorano rispetto al secondo semestre 2011 (saldi: – 42,4 e -22,6; sei mesi fa erano: -20,3 e -16,1). La quota di imprese che intende effettuare investimenti si riduce (23,8%, sei mesi fa era 27,9%) per una diminuzione della componente “immobiliare”.

Le difficoltà di reperimento di personale generico e qualificato sono meno frequenti rispetto all’indagine precedente e il portafoglio ordini diminuisce, passando da 9,3 mesi del secondo semestre 2011 a 8,9. I tempi medi di pagamento dei committenti pubblici confermano il dato della scorsa indagine (168 giorni) e il costo del credito bancario a breve risulta pari al 5,7%, il più alto dal secondo semestre 2009. “I risultati della nostra indagine delineano una situazione drammatica per l’edilizia. L’aggravarsi di una restrizione creditizia patologica e senza precedenti e il sempre più grave fenomeno dei ritardati pagamenti, che hanno raggiunto livelli non più sostenibili, stanno mettendo in ginocchio le imprese edili – commenta Filippo Monge, presidente di Ance Cuneo -. Metà delle imprese intervistate prevede una riduzione del fatturato: ci saranno quindi nuove conseguenze a livello occupazionale. Purtroppo la flessione nelle difficoltà di reperimento di personale va interpretata come l’impossibilità delle imprese ad assumere manodopera per mancanza di lavoro.

Il nostro settore, ora più che mai, ha bisogno di nuovi e forti stimoli a favore della ripresa”.

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