Egitto: non si placano le proteste contro il presidente Morsi COMMENTA  

Egitto: non si placano le proteste contro il presidente Morsi COMMENTA  

 

Non accennano a placarsi in Egitto le polemiche riguardo la nuova costituzione, che sta entrando ora nelle concitate fasi della messa a punto. Suscita critiche il carattere unilaterale della commissione che sta provvedendo alla stesura della carta. I rappresentanti dell’opposizione copta e moderata si sono infatti  ritirati, lasciando il campo ai soli Fratelli Mussulmani, in segno di dissenso contro l’adozione di elementi della legge islamica, la sha’aria, e l’introduzione dell’immunità giudiziaria per il presidente in carica.


Da circa una settimana si susseguono in tutto il paese cortei di protesta e non sono mancati scontri e tensioni tra i partecipanti e la polizia. Il presidente Morsi ha cercato di pacificare le acque sostenendo che l’immunità, uno dei provvedimenti più contestati, sarà adottata soltanto temporaneamente, come mezzo per agevolare la transizione dell’Egitto a un regime pienamente democratico. Si dice inoltre fiducioso che il referendum per l’approvazione della nuova carta, indetto per il 15 dicembre prossimo, riceverà un alto numero di consensi.


Ieri il presidente ha incassato l’appoggio di un gran numero di suoi sostenitori, che si sono riuniti in corteo dinnanzi all’Università del Cairo per manifestare il loro assenso alla nuova costituzione.

Resta però la preoccupazione, espressa non solo da oppositori interni, ma anche da osservatori internazionali, circa le evidenti lacune della nascitura carta riguardo il rispetto di fondamentali diritti umani e civili.

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In particolare si teme per i diritti delle donne e per la libertà d’espressione, minacciate da un’applicazione troppo rigida della legge islamica.

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