Elezioni amministrative 2015: al Pd 5 regioni su 7

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Elezioni amministrative 2015: al Pd 5 regioni su 7

A scrutini ancora in corso il risultato è quasi definitivo: il Pd conquista 5 delle 7 regioni chiamate al voto nelle elezioni amministrative 2015.

Può sembrare un buon risultato, ma, per Matteo Renzi, ci sono diversi motivi di, quanto meno, riflessione.

Il primo è la sconfitta in Liguria, dove il candidato del centrodestra Giovanni Toti raggiunge il 34%, sconfiggendo il centrosinistra diviso e litigioso.

Sconfitta sonora, invece, in Veneto, dove la Lega trionfa con Luca Zaia, che ottiene più del 50% dei voti, mentre la candidata Pd Alessandra Moretti resta sotto il 25%.

Anche nelle vittorie si intravede qualche ombra, come nel caso della Campania, dove il chiacchierato candidato Pd Vincenzo De Luca è in testa con il 40%, poco più di Stefano Caldoro, governatore uscente del centrodestra. Al di là del risultato, rimane in ogni caso il rebus sul futuro possibile di De Luca alla guida della regione, perché l’eventuale applicazione della legge Severino potrebbe significare immediata decadenza dall’incarico.

Vittoria, anche se di misura, contro le previsioni, anche in Umbria, dove il centrosinistra si conferma alla guida della regione con Catiuscia Marini.

Più ampi i margini ottenuti dai candidati Pd vittoriosi nelle Marche, in Puglia e in Toscana, dove non sarà necessario il ballottaggio.

I dati nazionali al momento disponibili (Istituto Piepoli) vedono il Pd come primo partito con il 23.7%, poi il M5S con il 18%, terza la Lega al 12.5%, che supera Forza Italia ferma al 10.7%.

Affluenza in calo sia a livello regionale (52.2% contro il 64% delle regionali 2010),. sia a livello comunale (65% contro un precedente 73.6%).

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