Elsa Fornero: «Il lavoro non è un diritto, va guadagnato». E l’articolo 4? COMMENTA  

Elsa Fornero: «Il lavoro non è un diritto, va guadagnato». E l’articolo 4? COMMENTA  

Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

ROMA – Nel giorno in cui la Camera ha approvato la riforma del mercato del lavoro prevista dal disegno di legge di Elsa Fornero, a tener banco sono le dichiarazioni del ministro del Lavoro rilasciate al Wall Street Journal. Il quotidiano americano non aveva avuto parole lusinghiere per la famigerata riforma del lavoro, che peraltro ieri è diventata legge. Secondo il giornale newyorkese, la riforma avrebbe la stessa utilità «di cannuccia e mestolo per svuotare il Lago di Como». La Fornero non ha apprezzato le critiche e ha risposto a tono. Come? Dando una sua versione della Costituzione.

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«Stiamo cercando di proteggere le persone, e non il loro posto di lavoro. Deve cambiare l’atteggiamento delle persone. Il lavoro non è un diritto, deve essere guadagnato, anche attraverso sacrifici». Con buona pace dell’articolo 1 e soprattutto dell’articolo 4, che recita: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto».

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Le reazioni, ovviamente, non si sono fatte attendere: Anche il senatore della Lega, Gianvittore Vaccai, si è domandato se la Fornero «abbia giurato sulla Costituzione o su Topolino». In effetti Mickey Mouse, a parte il detective a tempo perso, non svolge un lavoro fisso e sarebbe il massimo esempio di flessibilità.


Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, dal canto suo, definisce la Fornero una «badessa che ha riscritto, tutta da sola e senza chiedere il permesso a nessuno, l’articolo 1 della Costituzione. Una vera asineria».

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Di fronte tutto questo, il ministro del lavoro ha voluto spiegare il senso delle sue affermazioni, confermando che il compito del governo sia «la tutela del lavoratore nel mercato e non quella del singolo posto di lavoro». Insomma, il lavoro è un diritto, non il posto di lavoro.

Secca la replica del responsabile Lavoro di Sel, Gennaro Migliore, per il quale la prossima rettifica sarà «il posto è un diritto, non il salario».

Tale opzione esiste già. Si chiama stage non retribuito.

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