Emma Marcegaglia sull'articolo 18 - Notizie.it
Emma Marcegaglia sull’articolo 18
Economia

Emma Marcegaglia sull’articolo 18

Emma Marcegaglia
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Naturalmente, la discussione sull’articolo 18 continua ad agitare non poco le acque. La riscrittura della norma che vieta i licenziamenti discriminatori, ha infatti avuto ripercussioni serie sul Partito Democratico, quello che sinora si era dimostrato il migliore dei puntelli per il governo dei professori. Il problema continua a persistere, soprattutto in considerazione dell’atteggiamento adottato da Confindustria. L’organizzazione degli imprenditori, infatti, considera irrinunciabile l’introduzione della possibilità di licenziare i lavoratori per motivi economici. Tanto da aderire alla legge, nonostante, lo dice la presidente uscente Emma Marcegaglia, essa sia una proposta complessiva, ma che ha ancora dei difetti: riduce un po’ la flessibilità in entrata (agendo sulle false partite iva), aumenta un po’ il costo della stessa, e presenta una parte degli ammortizzatori sociali e sulla flessibilità in uscita che introduce alcuni elementi interessanti. La stessa Marcegaglia, ha inoltre voluto negare con forza che in futuro ci possa essere una ondata di licenziamenti: “Ditemi qual’è quell’imprenditore che se ha un bravo lavoratore lo licenzia per il gusto di licenziare.

E’ una cosa che non sta ne in cielo né in terra”. Non manca la solita litania, ormai simile ad un mantra, su un “sistema Italia” che non esiste in alcuna parte del mondo, smentito dai fatti che dicono una cosa ben precisa: la libertà di licenziare, in Germania o in Francia, non esiste, nonostante non ci sia l’articolo 18, ma ormai nel nostro paese ognuno se la canta e se la suona da solo, senza timore di essere smentito. Infine, la stessa Marcegaglia ha aggiunto: “Se si può cambiare quel poco di flessibilità in uscita, piuttosto che fare una cattiva riforma del lavoro è meglio non farla. La faremo magari in un altro momento”. Tradotto in soldini: nel caso venisse modificato l’impianto della riforma allora ci dovrebbe essere una nuova proposta, completamente diversa, in quanto non si può lasciare gli oneri per le imprese senza dargli la possibilità di licenziare a piacimento.

Insomma, chi pensa, magari dopo avere letto il rapporto Istat che indica la disoccupazione in aumento a febbraio, che il problema italiano sia quello di trovare lavoro, si metta il cuore in pace: il vero problema è quello di licenziare. Chi è particolarmente maligno, a questo punto non potrà che ricordare il film di Benigni “Johnny Stecchino”, soprattutto la scena in cui il protagonista viene edotto dal tassista di Palermo che il problema, nel capoluogo siciliano, è il traffico…

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