Energia nucleare, un “must” per la lotta ai cambiamenti climatici COMMENTA  

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elsevier energy policy

Studio di un ricercatore australiano ammonisce: “Nucleare necessario almeno al 50%”

Per una politica ed una strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici, è necessario arrivare ad una sostanziale riduzione dell’utilizzo di carburanti fossili per la generazione di elettricità, i trasporti e altri utilizzi a livello industriale entro la fine di questo secolo. E l’industria del nucleare può rivelarsi fondamentale per raggiungere questo obiettivo.

Lo sostiene Barry W. Brook, ricercatore del Centre for Energy Technology and School of Earth and Environmental Sciences della University of Adelaide, in Australia, in un articolo pubblicato sull’ultimo numero (dicembre 2011) della rivista Energy Policy edita da Elsevier.

Nell’articolo, Brook fa riferimento ad uno scritto precedente pubblicato dalla stessa rivista in cui si sosteneva che le fonti non fossili non saranno sufficienti per raggiungere gli obiettivi di contenimento dei cambiamenti climatici, a causa delle limitazioni imputabili ai costi, alle variabilità, ai requisiti tecnici e tecnologici per l’immagazzinamento dell’energia e altre condizioni tecnologiche. Brook contesta il mancato riferimento al nucleare, definendolo come “cursory” (superficiale)  e “inadequate” (inadeguata).

Secondo il ricercatore dell’università australiana, l’obiettivo del “rimpiazzo dei carburanti fossili in questo secolo potrebbe essere raggiunto, dal punto di vista tecnico, attraverso un mix di fissione nucleare, energia rinnovabile e carburanti fossili con cattura delle emissioni di carbonio, con un alto livello di elettrificazione, e una quota di energia nucleare che vada oltre il 50 per cento del totale”.

L’articolo completo pubblicato da Energy Policy mostra come i limiti principali alla fissione nucleare non sono tecnici, economici o legati al tipo di carburanti, quanto piuttosto legati a complessi meccanismi e problemi di carattere politico e sociale, così come ad una valutazione critica inadeguata della relatà e delle prospettive di un mondo che deve liberarsi dal petrolio e dai carburanti fossili in genere.

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