Eni, giacimento gas in Egitto sottostimato, è una miniera d’oro COMMENTA  

Eni, giacimento gas in Egitto sottostimato, è una miniera d’oro COMMENTA  

L’amministratore delegato dell’Eni Claudio Descalzi ha il volto raggiante.
Il titolo societario è andato in rialzo dell’1,36% e, per l’Eni, sembra prospettarsi un futuro prossimo prospero e ricco di soddisfazioni.

Il giacimento del pozzo di Zohr, scoperto qualche settimana fa e già valutato in prima battuta come il più grande del Mar Mediterraneo, potrebbe essere in realtà molto più grande rispetto alle prime stime, nonché molto più redditizio.

Confermata la presenza di un primo bacino di 850 miliardi di metri cubi di gas, Descalzi ha dichiarato che potrebbe esserci ben altro.
Nel corso di un’audizione presso la Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato, tenutasi ieri, Descalzi ha dichiarato che, al di sotto del primo giacimento scoperto, potrebbe essercene un altro, “forse di condensati o olio”, perciò Eni avvierà subito una campagna di ricerca e rilievo dell’area, nella “speranza che i volumi possano aumentare, anche se siamo già contentissimi così”.
Contentissimi perché il giacimento già individuato è costituito da un gas molto pulito: “non c’è Co2” ha detto Descalzi “non c’è zolfo, è praticamente metano, quasi non deve essere trattato, c’è una grande pressione e una temperatura bassa”.
In più, Eni potrà contare su una semplificazione logistica per nulla trascurabile, perché ha “a poche decine di chilometri dalla nostra installazione, e praticamente di fronte, Al Gamil, il nostro centro di trattamento del gas”.
Descalzi ha poi fornito una stima, valutando che i costi di sviluppo «possono rimanere al di sotto dei 10 miliardi di dollari».

Il CdA societario si riunirà per l’approvazione di un piano di investimenti il prossimo dicembre, quando la situazione generale dell’area sarà nota nei dettagli.

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A dettare i tempi sarà comunque il governo egiziano, che ha già chiesto la massima velocità. L’Egitto, ha detto Descalzi, “vuole sviluppare la scoperta in tempi rapidi: vuol dire 2017, sono tempi super rapidi. Nelle prossime settimane ci sarà il piano di sviluppo e poi ci serve la concessione”.
I vantaggi per Eni, se tutto filerà liscio, saranno enormi, con riflessi positivi anche sull’economia nazionale (considerato il volume dell’affare) e sull’export.

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