Enna: Mafia sega un uomo e lo da in pasto ai maiali COMMENTA  

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Enna: Mafia sega un uomo e lo da in pasto ai maiali
Enna: Mafia sega un uomo e lo da in pasto ai maiali

Sembra risolto il mistero del tabaccaio scomparso 13 anni fa nella provincia di Enna. E’ stato un collaboratore di giustizia a rivelare i dettagli sulla macabra uccisione e distruzione del cadavere.

Hanno finalmente un nome, dopo tanti anni, gli assassini del tabaccaio Giuseppe Bruno che scomparve 13 anni fa a Villarosa in provincia di Enna. Si tratta dei tre fratelli Damiano, Maurizio e Amedeo Nicosia e del loro cugino Michele Nicosia.

L’uccisione, di stampo mafioso, sarebbe stata scatenata dal tentativo della vittima di riscuotere un credito presso di loro. I quattro invece lo uccisero e ne fecero sparire il cadavere sezionandolo prima con una motosega. Ancora più macabra la fase di distruzione del cadavere. Una parte del corpo infatti venne gettata in pasto ai maiali e una parte bruciata all’interno di bidoni di metallo.

La sconcertante verità sulla fine del tabaccaio è stata svelata da un collaboratore di giustizia che pare sia stato testimone dell’omicidio.

Le indagini sono state condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Caltanissetta con la collaborazione della Squadra Mobile e dai Carabinieri di Enna. Sui quattro, che sono stati protagonisti dell’indagine chiamata “Fratelli di sangue”,  pendono capi d’accusa legati a spaccio di stupefacenti, usura, detenzione e porto d’armi, omicidi, associazione mafiosa e controllo di attività economiche sul territorio in generale.

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Il tabaccaio sparì alla fine di maggio del 2004. Di lui si trovò solamente l’auto, parcheggiata sull’autostrada A19, vicino allo svincolo di Mulinello. Nello specifico sono accusati dell’omicidio del tabaccaio Maurizio Nicosia e il cugino Michele Nicosia.

Il clan composto da fratelli e cugino era già stato protagonista più volte di inchieste giudiziarie, in particolare legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il gruppo è noto inoltre per avere aiutato il boss Daniele Emmanuello di Gela, durante la sua latitanza. Boss mafioso che fu ucciso dalla polizia proprio nel luogo dove era nascosto.

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