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Entra nel vivo la discussione sulla riforma del lavoro
Economia

Entra nel vivo la discussione sulla riforma del lavoro

Elsa Fornero
Elsa Fornero

Dopo aver incontrato il leader della CGIL Susanna Camusso, nei prossimi giorni, il ministro Elsa Fornero proseguirà il suo giro di orizzonte teso a spianare la strada alla riforma del mercato del lavoro messa in cantiere dal nuovo governo. Nella giornata di domani, infatti, la Fornero incontrerà Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, segretari di CISL e UIL, per poi proseguire tra martedì e mercoledì con Ugl e Confindustria. Il lavoro di preparazione, dovrebbe, nelle intenzioni del ministro, smussare gli angoli con le parti sociali, in particolare con le organizzazioni sindacali e far registrare le prime convergenze per la riforma di un settore, quello del lavoro, che continua ad avere grossi problemi. I problemi maggiori, sono rappresentati dagli ammortizzatori, oggi sbilanciati in favore dei lavoratori garantiti, quelli delle imprese in cui vige lo Statuto dei Lavoratori e che invece, nelle intenzioni di tutti, almeno a parole, dovrebbero essere universalizzati, andando a coprire anche chi oggi non ha tutele.

Altro problema non da poco è la selva di contratti oggi vigenti, ben 46 secondo la CGIL, che dovrebbero perciò essere ridotti andando a disboscare al massimo sino a varare un “contratto prevalente”, per ovviare alla precarietà che è diventata una delle caratteristiche peculiari del lavoro nel nostro paese. Dopo aver preso come riferimento la proposta del giuslavorista del PD, Piero Ichino, il governo ha avuto una evoluzione verso la versione proposta da Boeri-Garibaldi e travasata nel disegno di legge presentata da un altro esponente del partito di Bersani, quel Nerozzi che viene direttamente dal mondo sindacale e in particolare dalla CGIL. Per effetto di queste modifiche, il ‘contratto prevalente’ sarebbe a tempo indeterminato e prevederebbe un periodo di ingresso di tre anni in cui il lavoratore, nel caso in cui venisse licenziato, riceverebbe un’indennità economica di compensazione, proporzionale al periodo lavorato. L’obiettivo di questa proposta, sarebbe quello di unire la flessibilità richiesta dai datori di lavoro e la sicurezza, richiesta dalle centrali sindacali, portando al varo di un sistema con maglie più larghe in uscita a fronte di adeguate tutele per i lavoratori.

Un obiettivo che sembra possibile, vista la disponibilità di massima a discutere arrivata sia dai sindacati che dalle organizzazioni imprenditoriali. Rimane però sul tavolo, come una sorta di convitato di pietra, quell’articolo 18 incautamente tirato dentro la discussione dalla stessa Fornero, anche perché ci sono i settori più radicali del mondo confindustriale che continuano a puntare sulla eliminazione o sulla manomissione della parte dello Statuto dei Lavoratori vista da loro come fumo negli occhi.
Nel frattempo, sono da registrare le dichiarazioni di Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, il quale è stato chiaro su questo versante: “Scriviamo norme chiare, non interpretabili, applicabili. Per i i licenziamenti, ci devono essere delle motivazioni scritte in maniera chiara per cui il rapporto si può rescindere: l’azienda va male, il reparto va male, quel lavoratore non va mai a lavorare”. Tutto questo per eliminare l’arbitrio da parte dell’impresa. Altra dichiarazione da notare, è quella rilasciata dall’ex Ministro dell’Economia e attuale vice presidente di Morgan Stanley, Domenico Siniscalco, il quale, nel corso di una intervista a Maria Latella, di Sky tg 24, ha ricordato che la riforma del mercato del lavoro è necessario, quella dell’articolo 18, no, La riforma in questione serve ai giovani, ha ricordato Siniscalco, in quanto oggi vengono espulsi, mentre sono proprio loro che debbono poter accumulare produttività.

Se si liberalizzasse il licenziamento, come si farebbe appunto con l’eliminazione dell’articolo 18, si arriverebbe all’espulsione dal mercato del lavoro di molti dipendenti attuali dopo aver aumentato anche l’età pensionabile. E questo sarebbe del tutto inaccettabile, oltre che foriero di grandi tensioni sociali.

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