Equitalia e le cartelle nulle da non pagare

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Equitalia e le cartelle nulle da non pagare

Abbiamo oramai imparato che quando il postino bussa alla nostra porta, il materiale che ci consegna può essere solo di due tipologie: pubblicità oppure richieste di pagamenti.
Nel secondo caso, il nostro livello di preoccupazione guardando la busta varia a seconda dell’ente emittente. Siamo ancora a livello basso di agitazione quando il documento in oggetto ci viene inviato dalle cosiddette royalties. Quando invece abbiamo dei “debiti” nei confronti di enti pubblici (la classica bustina verde) ci inizia a battere il cuore. Ma il vero e proprio colpo ci arriva quando a inviarci la richiesta di pagamento è Equitalia.
Equitalia è un ente pubblico che ha il compito di riscuotere i contributi arretrati di tutti i cittadini italiani – ad eccezione della regione Sicilia. E’ una sorta di “recupero crediti” pubblico.
Quando arriva la famosa “cartella” non c’è via di scampo. O forse si?
C’è un piccolo escamotage nella procedura di notifica della documentazione di Equitalia.

Spieghiamoci. La cartella esattoriale, quando viene consegnata dall’agente di riscossione, deve essere controfirmata dal contribuente. Equitalia ha il compito e il dovere di conservare ricevuta e cartella per un massimo di cinque anni.
Cosa succede trascorso questo lasso di tempo? Se il contribuente chiede di visionare la cartella e i documenti in essa contenuti, potrebbe iniziare una caccia al tesoro senza fine. Questa sorta di buco nero in cui si perdono le cartelle potrebbe essere per alcuni contribuenti una manna dal cielo. Infatti il suddetto contribuente potrebbe anche richiedere di visionare la notifica di consegna. Se l’agente di riscossione non fosse in grado di dimostrare la consegna della cartella, allora il contribuente potrebbe anche “farla franca”. Non sarebbe dunque necessario attendere il trascorrere dei 10 anni, dopo i quali i carichi pendenti cadono in prescrizione. Sarebbe automaticamente libero da qualsiasi debito.
Quanto avete appena letto non è frutto di un dire comune, ma è stato prescritto dalla Cassazione con la sentenza n.

6887 dell’8 aprile 2016. Tale sentenza stabilisce che la regolarità della notifica di una cartella esattoriale deve essere dimostrata solo da parte di Equitalia.

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Enrica Marrelli 454 Articoli
Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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