Equitalia, riscossione utile allo sviluppo del Paese

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Equitalia, riscossione utile allo sviluppo del Paese

È apparsa sul Corriere della Sera un’intervista all’avvocato Ernesto Maria Ruffini, 46 enne nuovo (da sei mesi) amministratore delegato di Equitalia, in cui si fanno diverse considerazioni e qualche promessa per il 2016 che sta per iniziare.

“Quando facevo l’avvocato” ha raccontato Ruffini (che prima di passare a Equitalia era un legale specializzato in diritto tributario, ndr) “avevo la sensazione che Equitalia invadesse il paese con le sue richieste”. Poi tutto è cambiato, anzi no, non è cambiato nulla. A essere cambiata è la parte per cui lavora Ruffini. “Tra cartelle, avvisi e comunicazioni, sono stati inviati lo scorso anno 30 milioni di atti”. Considerato che la popolazione italiana ammonta a circa 60 milioni di individui, l’incidenza pro capite delle cartelle di Equitalia si calcola senza neppure dover usare la calcolatrice. “Ma sono debiti che vanno riscossi” ha precisato Ruffini, “semmai non è stato sempre chiaro che si tratta di somme utili allo sviluppo del paese”.

Certo, perché, in Italia, l’evasione è stimata in circa 120 miliardi di euro all’anno, una cifra pazzesca, che Equitalia e tutti gli enti che ad essa si rivolgono stanno contribuendo ad assottigliare.

In realtà, però, quest’anno si dovrebbe arrivare alla riscossione di circa 8 miliardi di euro, l’anno scorso si è arrivati a 7.4. “Una somma” commenta Ruffini “che basterebbe a coprire per un anno intero gli stipendi lordi di poliziotti e carabinieri, o con la quale costruire 350 asili”. L’astuto rimando alla sicurezza e alla salvaguardia dello stato sociale si completa con il proclama che “noi (Equitalia, ndr) non siamo contro il cittadino, ma dalla sua parte”.

Eppure, se a regime si scova solo il 7% circa del totale dell’evasione, qualcosa che non va ci dovrebbe essere, a cominciare dalla tanto ripetuta accusa secondo la quale Equitalia prende di mira solo i piccoli. “Equitalia” risponde Ruffini, “riscuote le somme che altri hanno accertato, e noi agiamo per conto di 5 mila enti creditori.

Comunque non è vero che sono i piccoli a essere presi di mira. Al momento abbiamo in riscossione 30 miliardi di somme rateizzate. Oltre il 55% degli importi supera i 50 mila euro. Non sono piccoli. E spesso le cartelle di importo modesto sono multe che si accumulano, come il canone Rai, non evasione, insomma”.

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