Erdogan vuole introdurre la pena di morte per punire i golpisti COMMENTA  

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Erdogan vuole restaurare la pena di morte in Turchia. Gentiloni replica che la Turchia non sarà annessa nell’Unione Europea se sosterrà la pena di morte.

Prosegue con migliaia di arresti la resa dei conti di Erdogan: gli arrestati salgono a 9.300. Sospesi 15.200 insegnanti per legami con Gulen. Via anche anche imam. Il sultano insiste sulla pena di morte.

Il presidente Erdogan ha comunicato in un’intervista alla CNN che reintrodurrà la pena di morte, se il Parlamento glielo permetterà. Paolo Gentiloni ha replicato a Radio Anch’io che se dovesse succedere un avvenimento simile, i negoziati per l’adesione di Ankara all’Unione Europea potrebbero interrompersi. In Europa la pena di morte non è prevista in nessuno degli stati aderenti, perché tra i principi dell’Unione Europea vige il rifiuto di questa pratica. Il presidente turco ha anche attaccato duramente l’imam Gulen, considerato la mente dietro al golpe, e ne ha ripetutamente richiesto l’estradizione dagli Stati Uniti, dove al momento è in esilio.


Erdogan infine ha annunciato che il 20 luglio si riunirà il Consiglio di Sicurezza Nazionale, dopo il quale verrà annunciata un’importante decisione. Per il momento, sono stati sospesi 30 prefetti su 81, mentre i dipendenti del ministero dell’Interno sospesi sono 8777, di cui 7899, 614 gendarmi e 47 governatori di distretti provinciali. Ma non si ferma qui il conto dei sospesi: 12mila persone sono state sospese tra polizia e magistratura, oltre a 1500 dipendenti del ministero delle Finanze.

E il conto potrebbe non fermarsi qui.

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