Trattativa tra mafia e Stato, si compone il puzzle

In cambio dell'alleggerimento del 41 bis tregua nella guerra allo Stato ed ai poteri forti in Italia

Pubblicato da Francesco Quartararo il 25 novembre 2011 13:19

La strategia della tensione inaugurata da Totò Riina prese di mira nei primi anni 90 tutti i settori del potere in Italia.

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Con la morte di Falcone e Borsellino si cercò di colpire lo Stato, con la strage dei Gergofili a Firenze la mafia intendeva mandare un messaggio alla massoneria ufficiale che mal digeriva (e continua a mal digerire) la stretta connivenza tra i boss mafiosi e alcune logge massoniche deviate che offrono costantemente protezione agli uomini d’onore. Emblematica la situazione di alcune logge nel trapanese, invischiate in un intreccio difficile da dipanare.
La mafia minacciò anche il Vaticano, piazzando una bomba, fortunatamente mai esplosa, nella chiesa di San Giovanni a Roma. Riina ed i corleonesi lanciarono un messaggio ben preciso. Non sarà la mafia a dover trattare con lo Stato ed i suoi poteri forti, ma saranno i poteri forti a dover trattare con la mafia.
Solo ora si sta cominciando a capire la portata di quegli eventi. Per anni Gladio, la struttura americana che dal dopoguerra controllava l’evolversi della situazione politica in Italia, ha sfruttato la capacità della mafia siciliana di controllare il territorio, agendo per conto suo (emblematica a tal riguardo la storia di Portella della Ginestra, descritta in maniera perfetta nel film Segreti di Stato, di Paolo Benvenuti) nei momenti cruciali della storia politica italiana.
Nel 1993 era chiaro come la mafia intendesse presentare il conto del suo lavoro sporco. Non poteva accettare il regime di carcere duro imposto da quello stesso Stato che in alcuni momenti si era avvalso della mano mafiosa. I magistrati di Palermo e Caltanissetta, allievi dei giudici Falcone e Borsellino, stanno cercando di ricostruire questo puzzle complicatissimo. Molti dei protagonisti di quell’epoca confermano l’esistenza di una trattativa. Eccone alcune prove:
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Si tratta della lettera che i boss incarcerati in regime di 41 bis spedirono ai vertici dello Stato all’indomani delle stragi per chiedere la revoca del 41 bis. L’ufficialità dell’iscrizione nel registro degli indagati di Dell’Utri per quanto riguarda questa trattativa, riguarda un altro aspetto di quegli anni. Un aspetto oscuro e poco chiaro, di cui vi parleremo presto.

Francesco Quartararo

2 Commenti

  • L'incredibile trama che negli anni 90 portò lo Stato a trattare con la Mafia, la Chiesa e la Massoneria Italiana. Sembra incredibile, ma la storia è ancora più complessa…

  • Un quadro complesso che inizia a prendere forma. Simone Cappellani Informare Per Resistere INFORMAZIONE LIBERA Antimafia Duemila Resistenza Antimafia RESISTENZA ANTIMAFIA Vincenzo Calcara VINCENZO CALCARA LE MIE VERITA' Enrico Bellavia Presentazione del libro" Soldi Sporchi" di P.Grasso con E.Bellavia