Eshkol Nevo: Neuland COMMENTA  

Eshkol Nevo: Neuland COMMENTA  

ESHKOL NEVO, Neuland

Immagine 3 IL LIBRO

Dai giorni del corso come osservatore nell’esercito di Israele, gli occhi di Dori sono sempre in cerca di minacce potenziali: cecchini sui tetti, movimenti sospetti fra i vicoli, una tenda spostata, uno scintillio che rivela che qualcuno ti sta osservando col binocolo. Un’attività inutile, ma cosí radicata che il timore di pericoli alberga ormai stabilmente nella sua mente. Roni, ad esempio, è la prima donna alla quale Dori ha permesso di toccare il suo amaro nocciolo di solitudine, la prima donna di cui si è fidato, sino al punto da appoggiarsi e assuefarsi totalmente a lei. Tuttavia Dori è convinto che, camminando col suo passo svelto, un giorno lei non si fermerà piú e lo lascerà. E allora per evitarlo, Dori ha deciso di andarsene lui.
Suo padre, Meni Peleg, eroe della guerra del Kippur, uomo riflessivo, equilibrato, uno dei piú quotati consulenti finanziari in Israele, dopo la morte dell’amata moglie è scomparso da qualche parte in Sudamerica. Per scacciare i suoi spettri privati, Dori parte alla sua ricerca.
Inbar ha la stessa età di Dori, non piú giovane come le giovani, né avanti negli anni come quelle avanti negli anni. Una via di mezzo. Esattamente come Dori. È bella, ha un’abbronzatura sana, un corpo florido e dei capelli castani disordinati con studiata monelleria.

Anche Inbar è in fuga dai suoi fantasmi privati e dalle persone in carne e ossa cui è attaccata la sua vita in Israele. Sua madre, ad esempio, che vive nel ricordo struggente del figlio prediletto, Yoavi, morto suicida durante il servizio militare senza lasciare una lettera, una nota che spiegasse il gesto. Oppure Eitan, l’uomo che la spinge a una maternità che lei non può affatto sopportare.

Dori e Inbar si incontrano e si amano in Sudamerica. E in Argentina, là dove alla fine dell’Ottocento il Barone Hirsch comprò molte terre,convinto che fosse il posto migliore dove creare un focolare nazionale per gli ebrei, là dove persino Herzl accarezzò l’idea del nuovo stato di Israele, indeciso com’era tra Eretz Isruel e l’America del sud, si imbattono insieme in Meni Peleg. Grandi occhi blu e poncho celeste, barba lunga ma non troppo, pomo d’Adamo sporgente, esattamente come quello di Dori, Meni Peleg ha fondato in quelle terre Neuland, uno «stato ombra» in miniatura che rammenti allo stato d’Israele cosa avrebbe dovuto essere e cosa potrebbe essere, una comunità perché non vada perduta la millenaria speranza degli ebrei di essere un popolo libero.

Romanzo che al suo apparire in patria è stato salutato come un autentico punto di svolta nella letteratura israeliana contemporanea, come un accorato appello al cambiamento di Israele, Neuland riesce nel compito proprio della vera letteratura: mostrare la crisi di un’epoca e di una nazione nell’avvincente narrazione di una storia d’amore.

 

«Neuland indaga il significato dell’essere israeliani, il passato, la psicologia e la cifra culturale di una nazione, le identità che essa crea. Rappresenta un importante passo in avanti per tutta la letteratura israeliana, all’interno della quale Nevo può ora occupare un posto di assoluto prestigio».

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Omri Herzog, Haaretz

 

«Neuland rappresenta quello che ci aspettavamo. Un romanzo magistralmente scritto. L’appello al cambiamento all’interno della società israeliana non è mai stato cosí forte e preciso».

Bookwatch

 

Hanno scritto della Simmetria dei desideri:

«La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo è uno dei libri piú belli che mi siano capitati tra le mani negli ultimi tempi. Era dalle Avventure della ragazza cattiva di Vargas Llosa che non mi divertivo tanto, e che non m’intenerivo cosí per la causa di un personaggio».

Alessandro PipernoCorriere della Sera

 

«Eshkol Nevo è una voce fondamentale della giovane narrativa israeliana, forse il piú vicino a David Grossman per la capacità di raccontare il rapporto sottile che esiste tra le vite individuali e la storia collettiva».

Nouvel Observateur

 

“Per me Neuland è un’invenzione poetica che celebra tutto ciò che sarebbe potuto essere se le cose avessero avuto la forza di andare diversamente. Neuland è un libro per chi pensa che la grande narrativa sia foderata di ambizioni vanagloriose”

Alessandro Piperno, Corriere della Sera

 

«Nevo qui concentra questa operazione, radiografare “tutto” Israele e rendercene l’immagine, e vedere oltre: c’è un futuro – una nuova utopia – possibile oltre l’avvelenato stallo degli ultimi sessant’anni?»

Maria Serena PalieriL’Unità

 

«[…] Straordinaria capacità di scrittura polifonica, una buona dose d’ironia – che in un ebreo che si rispetti non manca mai – estrema cura del dettaglio e un linguaggio nuovo molto promettente. Tutto ciò trova conferma nel suo terzo romanzo, Neuland […]»

Sergio BuonadonnaIl Piccolo

 

«Con Neuland, Eshkol Nevo si conferma la vera nuova voce post Yehoshua »

Laura Crinò, D La Repubblica delle Donne

«Neuland, che si legge con l’ansia di cui sono degni solo i buoni libri, è una riflessione sul mistero del generare, del mettere al mondo per lasciare qualcosa di sé, anche se non ci si riconosce quasi mai nei propri figli»

Elena Loewenthal, La Stampa

 

«Uno degli esponenti più seguiti della generazione di scrittori israeliani successiva ai David Grossman, Abraham Yehoshua e Amos Oz»

Marco BobbioLa Stampa

 

Eshkol Nevo è nato a Gerusalemme nel 1971. Dopo un’infanzia trascorsa tra Israele e gli Stati Uniti ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso una carriera di pubblicitario, abbandonata in seguito per dedicarsi alla letteratura. Oggi insegna scrittura creativa in numerose istituzioni. Oltre a Nostalgia(Mondadori 2007), in classifica per oltre sessanta settimane e vincitore nel 2005 del premio della Book Publishers’ Association e nel 2008 a Parigi del FFI-Raymond Wallier Prize, ha pubblicato una raccolta di racconti intitolataBed & Breakfast e il saggio The Breaking Up Manual.

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