Esperienze di viaggio: Egitto

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Esperienze di viaggio: Egitto

L’arrivo ad Alessandria fu per me inizialmente un’esperienza cupa e deprimente. Dopo tutto, questo fu il centro intellettuale nel periodo dal mondo ellenistico alla leggendaria Cleopatra. Fondata da Alessandro Il Grande nel 332 A.C., la città di Alessandria si vantò di monumenti, quali la Biblioteca di Alessandria e il Grande Faro, uno delle sette meraviglie del mondo antico. Ed ora, cosa ne è stato della sua passata gloria? Incendiata, distrutta e assorbita dall’oceano. Tutto ciò che rimane di una città celebrata da filosofi e poeti, di una città di templi brillanti segnati da grazia e colonne senza difetti…è la memoria del glorioso passato. Si dice che la tomba di Alessandro giaccia sotto queste strade. Sotto le onde che con noncuranza avvolgono la spiaggia disseminata di rifiuti, resti di antichi splendori vengono lentamente devastati dalle rovine del tempo. Mentre mi trovavo nell’atrio al quinto piano del mio hotel, guardando oltre il porto verso il Faro, questi erano i pensieri che circolavano nella mia mente. E così camminai e camminai ovunque potessi pensare di trovare qualche piccolo ma significativo ricordo del passato di Alessandro.

Andai prima di tutto nella Bibliotheca, il moderno tentativo della città di Alessandria di rovesciare la tragedia del suo destino di antica biblioteca. Qui alcuni scolaretti mi fissarono con sguardi di intensa curiosità e un bombardamento di saluti e domande come “qual è il tuo nome?” e “sei sposato?” mi fecero dimenticare velocemente la mia depressione. E il gruppetto di scolarette che inciampavano l’una con l’altra, fissando il turista pallido e biondo davanti a loro, facilmente provocarono la mia allegra risata.

I miei sforzi di riguadagnare un qualche tipo di mentalità nostalgica furono senza speranza, visto che la mia passeggiata vicino al presunto sito del Grande Faro venne interrotta da amichevoli richieste da parte di varie persone, che mostrarono un reale interesse in una persona completamente estranea per loro, semplicemente perché appare diverso. Questo fu l’inizio della mia storia d’amore con la città di Alessandria e mi dispiace solo che il tempo passato qui fu così breve. Devo essere rimasto seduto per un’ora a parlare con la gente del posto, ridendo e scherzando e venendo testato (senza successo) sulla mia conoscenza della lingua araba.

La sera culminò con una nuova conoscenza e per un caso fortuito inciampai nella celebrazione di un matrimonio in mezzo alla strada. Musica, fuochi d’artificio e cavalli arabi danzanti fecero parte delle festività e abbastanza presto sembrò che io e il mio amico occidentale facemmo parte di ciò, visto che offerte di tè, narghilè, sigarette e pepsi piovvero su di noi, mentre sedevamo al tavolo, circondati da bambini e adulti, tutti così generosamente interessati a mostrarci ospitalità e gentilezza.

Come ciò può coinvolgere un americano solito a dare e ricevere apatia quando incontra estranei? Per una volta, sorrisi per quasi due ore di seguito e visto che la mia conoscenza parigina venne debitamente notata, i nostri sguardi si scontrarono. Cosa più importante fu il fatto che ciò sfidò seriamente il mio comportamento di disinteresse verso gli estranei con cui vengo in contatto nella vita di tutti i giorni, come sull’autobus o in una classe. Io penso che le cose non siano definitivamente perfette nel medio oriente, ma le lezioni imparate (che prego di conservare) furono di più grande valore di quanto io possa dire. C’è realmente un sentimento speciale che è invocato quando estranei in una città straniera estendono la loro amicizia, quando la gente di un paese relativamente povero scelgono la tua felicità senza riguardo al portafogli. Alessandria, in tutta sincerità, mi commosse, in un modo in cui non mi aspettai.

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