Eternit bis: il processo non si può fare

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Eternit bis: il processo non si può fare

Stop al processo eternit bis: l’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny non può essere processato.

A dirlo sono stati oggi gli avvocati difensori Guido Carlo Alleva e Astolfo Di Amato alla ripresa dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Torino. Il motivo è che “siamo in presenza di una violazione del principio del ne bis in idem”, stando a quanto affermano i legali.

Il principio del diritto che va sotto il nome di ‘ne bis in idem’ stabilisce che non è possibile essere processati per due volte per lo stesso reato, perciò Stephan Schmidheiny, già condannato dalla Corte d’Appello di Torino a 18 anni di reclusione per il disastro ambientale causato dal cemento amianto prodotto e lavorato all’interno degli stabilimenti della sua società, la Eternit appunto, e in seguito prosciolto in via definitiva per prescrizione del reato, non dovrebbe poter essere sottoposto a giudizio per le medesime azioni.

Nell’ambito del processo Eternit bis, l’imputazione a carico di Schmidheiny è di omicidio doloso aggravato di 258 persone, decedute per mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto.

A questo punto, la valutazione della richiesta avanzata dagli avvocati è nelle mani del giudice del Tribunale di Torino Federica Bompieri.

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