Eurogruppo, sospesi gli aiuti alla Grecia, è di nuovo emergenza

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Eurogruppo, sospesi gli aiuti alla Grecia, è di nuovo emergenza

L’Eurogruppo ha deciso ieri di rifiutare il versamento della rata prevista in questi giorni (2 miliardi di euro) alle banche greche nell’ambito del piano di salvataggio concordato l’estate scorsa a Bruxelles.

“I due miliardi” hanno fatto sapere i portavoce dell’Eurogruppo, ” saranno pagati solo una volta che le istituzioni daranno il via libera quando tutte le azioni che sono state concordate, saranno realizzate, ma tutto questo non si è ancora verificato”. Quello che sta accadendo è ciò che in molti avevano prospettato già all’indomani della sottoscrizione degli accordi. Non è possibile ristrutturare il debito greco, dicevano gli scettici, ormai la situazione si è spinta troppo in là e l’unica soluzione è, per quel debito, concordare un taglio netto e significativo. Continuava e continua a sostenerlo l’ex ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis, lo avevano detto in apertura dei negoziati (molti mesi prima della conclusione) i tecnici del Fondo Monetario Internazionale e l’istituzione guidata da Christine Lagarde sembra esserne convinta tuttora.

La situazione greca non è sanabile, insomma, men che meno con la politica dell’austerità voluta da Berlino.

La questione che al momento ha bloccato l’erogazione degli aiuti riguarda soprattutto l’esposizione delle banche greche, che in passato hanno concesso finanziamenti che, ad oggi, sono da considerare irrecuperabili. Si tratta dei cosiddetti non-performing loans (npl), che stanno mettendo in ginocchio il sistema bancario greco che, in npl, detiene infatti più di 100 miliardi di euro. Atene vorrebbe portare avanti uno spintissimo programma di rateizzazione di questi crediti, con tanto di riconoscimento di giorni di deroga sui pagamenti, ma l’Eurogruppo non sembra disposto ad accettarlo. Il problema più pratico, per la popolazione greca, è che in massima parte, gli npl sono relativi all’erogazione di finanziamenti per l’acquisto di case e, se si procedesse come vuole l’Eurogruppo, solo il 20% circa dei beneficiari sarebbe in grado di onorare il debito nei confronti delle banche, mentre il restante 80% sarebbe costituito da persone che perderebbero il possesso della loro abitazione.

Proprio come i più scettici avevano previsto, in Grecia si sta venendo a creare una situazione che, sul fronte interno, è insostenibile: per poter usufruire degli aiuti, Atene dovrebbe intervenire in modo troppo violento, andando a danneggiare la propria popolazione, con una più che probabile riduzione del Pil che, nel rapporto con il deficit, è niente meno che il denominatore.

E’ secondo questa analisi, che il debito greco non è sanabile.

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