Eutanasia, come funziona in Europa, come funziona in Svizzera

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Eutanasia, come funziona in Europa, come funziona in Svizzera

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Il caso di dj Fabo ha rilanciato il dibattito sul tema dell’eutanasia. Ma, di preciso, come funziona l’eutanasia? Dove si può fare?

Eutanasia è un termine che deriva dal greco antico, lingua in cui thanatos significa morte, mentre il prefisso eu indica qualcosa di buono. Eutanasia assume perciò il significa di morte dolce, espressione molto più morbida e sfumata rispetto a quella, ben più cruda e asettica, di suicidio assistito.

In generale, chi decide di ricorrere all’eutanasia lo fa perché si trova in condizioni di salute gravissime e irreversibili e quindi preferisce interrompere la propria esistenza ponendo fine a sofferenze che sono senz’altro psichiche e, in molti casi, anche fisiche.

Dove è prevista l’eutanasia

In Italia non è consentita alcuna forma di eutanasia (attiva, passiva o indiretta). In Europa, invece, la situazione è differente. Interruzione delle cure in casi molto gravi e/o eutanasia passiva sono consentiti quasi ovunque, dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Spagna al Portogallo, dalla Svezia alla Germania e all’Austria.

Eutanasia attiva e suicidio assistito sono invece possibili solo in Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera (pur con alcune differenze fra i vari Paesi).

Quanto costa ricorrere all’eutanasia

L’unico Paese in cui è legale il suicidio assistito e che consente anche gli stranieri di usufruirne è la Svizzera.

Là, le cliniche abilitate sono in tutto cinque, fra Basilea, Zurigo, Berna e Ginevra. Per i cittadini italiani il costo parte dai 10 mila euro, da versare direttamente sul conto corrente della clinica scelta.

Come funziona la procedura del suicidio assistito

In Svizzera sono attive molte associazioni di volontariato che seguono passo passo coloro che scelgono di ricorrere all’eutanasia. Dopo una serie di colloqui e di visite mediche (lo scopo è quello di verificare il requisito fondamentale per procedere, ovvero che la malattia sia di tipo irreversibile), è il diretto interessato a scegliere la data di morte.

In termini pratici, il paziente viene indotto in anestesia totale e la morte avviene dopo circa mezz’ora per arresto cardiaco provocato da un medicinale specifico (il Pentobarbital). Quest’ultimo non viene somministrato dai medici, ma porto al paziente, che deve ingerirlo in prima persona o con l’aiuto di un fiduciario nominato in precedenza (un parente stretto, ad esempio).

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