Evasione fiscale: i cattivi secondo il Rapporto Eures COMMENTA  

Evasione fiscale: i cattivi secondo il Rapporto Eures COMMENTA  

Continua la lotta all’evasione fiscale, anche se negli ultimi otto anni non sembra che ci siano stati importanti risultati, anzi molti degli stereotipi sembrano addirittura venire confermati.


Secondo il Rapporto Eures (Servizi europei per l’impiego) su Legalità ed evasione fiscale in Italia vista dai cittadini: «Tra il 2004 e il 2012 la propensione degli artigiani, dei liberi professionisti e dei commercianti a non rilasciare scontrini, fatture o ricevute non segna alcun progresso, confermandosi l’evasione fiscale uno dei principali ostacoli al risanamento economico dell’Italia».


Il Rapporto Eures fotografa la situazione di 52 categorie di lavoratori, analizzando un campione casuale di 1.225 italiani disseminati in 19 regioni, 94 province e 367 comuni. Dal momento che lo studio analizza diverse categorie professionali ed il loro rapporto con il fisco, il Rapporto permette di stilare una sorta di classifica delle professioni che gli italiani ritengono avere la maggior propensione alle mancate dichiarazioni fiscali.


Il campione ha identificato i principali evasori fiscali nel 2012 negli insegnanti privati (con l’89% delle prestazioni in nero nel 2012).  Vengono percepiti come grandi evasori anche gli insegnanti di musica e canto (con il 64 % di evasioni), nonché le babysitter (62%) e le collaboratrici domestiche (61,5%).

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Viene confermato anche lo stereotipo negativo che dipinge artigiani e riparatori domestici come i classici evasori, visto che la più ampia quota di evasione fiscale appartiene proprio a queste categorie, per lo più intorno al 60%:  giardinieri (67,3%),  falegnami (62,8%), idraulici (62%), fabbri (60,2%), muratori (60,1%), tappezzieri (57,3%), elettricisti (57,1%) e parchettisti/pavimentisti (56,7%).
L’Eures condanna ovviamente pure il settore della ristorazione, definendo «fisiologica» e «patologica» la propensione all’evasione. Tra queste attività, quelle che sono maggiormente percepite come “a rischio evasione” sono i bar (che non hanno rilasciato scontrino o ricevuta nel 17,8% dei casi, a fronte del 9,9% del 2004), seguiti da ristoranti, pub e pizzerie (17,2%, contro il 10,9% del 2004) e da rosticcerie e pizzerie al taglio (15,8%, contro il 7,9% del 2004).

Di fronte a questi dati, gli italiani condannano duramente l’operato del Governo. Quasi due terzi del campione (63,3%) ritiene inefficaci gli interventi attuati dal Governo per combattere l’evasione fiscale: il 44,6% li ritiene poco efficaci, mentre il 18,7% non li ritiene per niente efficaci. Tale sfiducia si riflette sul desiderio di giustizia e di pene esemplari da parte degli intervistati, come confermano i 7 italiani su 10 che sono favorevoli al carcere per gli evasori.

Infine, gli intervistati confermano il senso comune che indica il centro-sud come la zona dove l’evasione è più praticata.

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