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F1, Le valutazioni di fine anno

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F1, Le valutazioni di fine anno

Finalmente si è giunti alla fine. Non se ne poteva più del solito appuntamento domenicale targato Red Bull, che ormai da 4 anni sta demoralizzato anche i bookmaker di tutto il mondo. E’ vero che non esistono quote opportune per valutare una serie di vittorie scontate, ma tutta più si poteva scommettere su quante volte Webber avrebbe azzeccato una partenza. Purtroppo, una routine del suo repertorio “andata”, come la sua carriera in F1.

Il 2013 verrà ricordato come la stagione dei cambiamenti in corso del regolamento e della bufera pneumatici che ha visto duramente criticare la Pirelli. Lo strapotere tedesco all’interno del “Circus” ha fatto si che la Mercedes non incappasse in sanzioni molto punitive dopo i famosi test proibiti dalla FIA, la stessa Federazione che successivamente è riuscita ad ammortizzare la pena in una semplice multa. Il coinvolgimento del fornitore di gomme italiano invece, deriva da una miscela di acciaio studiata alla perfezione con lo stregone Ecclestone (ad inizio stagione), per poi essere annullata all’improvviso (e meno male che si è tornati al kevlar), come un brutto incantesimo nel corso del campionato, e fortunatamente senza che qualcuno ci abbia rimesso le penne.

Di problemi economici in F1 non dovrebbero esserci, ma un apparato che fattura centinaia di milioni di euro, può essere improvvisamente ridicolizzato dall’involuzione della Lotus, una scuderia rimasta ferma dal progresso tecnologico e finanziario, tanto da non riuscire a pagare lo stipendio al suo uomo immagine.

Infatti la vicenda di Kimi Raikkonen ha dell’incredibile, basti pensare che i 20 milioni di euro stipulati dal contratto, non sono stati percepiti a causa del fondo monetario rimasto in profondo rosso. Un default aziendale che dovrebbe portare automaticamente al fallimento, ma che nel fantastico mondo di “Bernie” può risultare come un semplice disagio temporaneo.

Tornando alla pista, il dominio delle “lattine blu” sembrava meno evidente ad inizio competizione, con un’ottima Lotus e una discreta Ferrari nel ruolo delle antagoniste. Le tappe asiatiche hanno però evidenziato i limiti ancora incolmabili delle due scuderie e la netta ripresa di Sebastian Vettel, che in un batter d’occhio, ha smorzato quel chiacchiericcio insidioso all’interno del paddock.

Cambiamenti di strategia, nuove impostazioni di lavoro e pezzi di carbonio rivoluzionari, che in realtà non sono serviti a stravolgere un’estate rovente come quella passata. Dopo un luglio (pausa di riflessione) di dure prove, ma rimaste tali, la Red Bull ricomincia a collezionare successi grazie al suo genio silenzioso (e sempre con l’Inghilterra nel cuore), Adrian Newey.

Il resto è storia contemporanea.

Il rollino di marcia del più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, continua senza sosta e senza aver rispetto per nessuno (nemmeno per il suo vecchio compagna di squadra), verso nuovi record da conquistare e con un 4° titolo in bacheca (tutta farina del suo sacco?) dal merito diviso in più fattori.

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