F35 soldi si! cooperazione sociale soldi no!

Roma

F35 soldi si! cooperazione sociale soldi no!

Abbiamo detto giusto ieri che il costo di un F35 “modello
base”, è di 80 milioni di euro, senza manutenzione, mentre il costo totale per il finanziamento allo sviluppo nel
2011 è stato di 23 milioni di euro.

La cosa triste è che ,mentre oggi si parla della Legge sulla stabilità e inclusione
di pareggio di bilancio in Costituzione, approvata all’unanimità, nessuno parla
di una riforma sulla legge di cooperazione, vecchia di un secolo e che dal 1987
viene discussa in Parlamento senza tuttavia giungere da alcuna parte.

Basterebbe solo questa precisazione e gli investimenti elencate due paragrafi più
su, a far capire che il nostro Governo non si impegna, né si è mai impegnato seriamente
per tutelare i diritti delle categorie più deboli, al contrario è sempre più
stritolato dal diktat della finanza, ma sinceramente dare più valore alle
esigenze militari, rispetto ai diritti dei minori e dei poveri del sud del pianeta
sembra, almeno eticamente, sconcertante.

Attualmente nel nostro paese esistono due Ministri che si
dovrebbero occupare di cooperazione, ma poiché tale materia è condizionata
dalla crisi, ciccia….

Questo il sunto dell’ammissione di Monti all’ultimo forum
sulla cooperazione, circa una settimana fa!

Insomma per comprare un F35 i soldi ci sono, per chi muore
di fame no!

Questo “logico”
assioma potrebbe essere tristemente convincente se, tuttavia non fossero emersi
scandali su scandali derivati dalla sconsiderata gestione del denaro pubblico,
ultimo su tutti quello dei prezzi gonfiati per la costruzione militare della
Salerno Reggio Calabria.

Insomma in nome dell’Europa togliamo risorse ai deboli e
lasciamo che i forti la facciano da padrone, come sempre, tuttavia desta stupore che l’intero pianeta ,
per lo meno quello cosiddetto “civile” non riesca a dare il suo contributo alla
pace nel mondo anzi faccia della guerra un business; ,così sebbene abbiamo vinto
un Nobel appunto per la pace, l’Italia ha cancellato la sua politica estera di
cooperazione allo sviluppo in molti paesi africani.

Per concludere, utile sottolineare che se i sistemi d’arma
possono essere fiscalmente retroattivi, in nome di uno stato di “eccezione” permanente,
ci si chiede come mai non sia possibile rinegoziare i contratti militari,
seguendo la stessa semplice logica!

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