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F35: Spenderemo il doppio di quanto dichiarato dal Governo
Roma

F35: Spenderemo il doppio di quanto dichiarato dal Governo

La spesa per l’acquisto dei 190 cacciabombardieri F35 sarà più del doppio di quella prevista dal ministero della Difesa. Questa la candida
ammissione del segretario generale del mistero della Difesa, nonché direttore nazionale degli Armamenti,
generale Claudio Debertolis.

GF35 della Lockheed Martin , facenti parte del programma di
acquisto del Joint Strike Fighter avrà dei costi nettamente maggiori.
Debertolis chiarisce infatti che gli 80 milioni previsti per comprare tre aerei
di tipologia A ( a decollo convenzionale) si riferiva ad “una pianificazione ormai superata dalle
vicende del programma e verteva sul solo aereo nudo”

Oltre alla notizia del budget lievitato, il generale ha
aggiunto che : “L’impianto Faco sulla base novarese partirà a regime ridotto
con inevitabili aggravi di costo cui si aggiunge per il governo italiano, che
li ha spesi, l’onere di recuperare i circa 800 milioni di euro investiti per
realizzare la struttra”

Come sempre a guadagnarci in tutta la vicenda solo i privati
“della guerra, o della sicurezza” che dir si volgia, quali ad esempio
Finmeccanica che, insieme alle altre lobby, ha una prospettiva di “ritorno
industriale complessivo entro il 2026 di circa 13 miliardi di dollari, pari al
77% del nostro impegno finanziario globale nel programma”

Intanto la Rete italiana per il Disarmo afferma: le bugie
volano basse” e rivendica di essere certa della evidente “sospetta sottostima
dei costi dichiarati dal nostro governo per l’acquisto di questi aerei”.

Per evitarne l’acquisto, già da tempo l’organizzazione,
insieme3 ad altri enti, aveva raccolto
77 mila firme in una campagna chiamata “Tagliamo le ali alle armi”,
ciononostante né il ministero della Difesa, né l’Aeronautica hanno ascoltato la
richiesta, non solo hanno cercato di gettare acqua sul fuoco delle polemiche e
addotto motivazioni discutibili sulla necessità di tale spesa.

Debertolis in un intervista ad Analisi Difesa afferma che : “in
11 ani il costo del programma jsf è aumentato a una media giornaliera di 40
milioni di dollari” e il nostro paese comincerà a comprare i primi 30 aerei a
decollo corto e atterraggio verticale entro il 2015 e non esistono penali in
caso di recissione del contratto.

Secondo le previsioni del bilancio della Casa Bianca nel
2013 il costo medio dell’aereo “nudo” sarà di 137,1 milioni di dollari, per
scendere nel 2016 a 125,1 e 118,8 nel 2017.

La Rete per il Disarmo dichiara che “per la sola
configurazione standard si parla di un costo tra i 100 e i 107 milioni di euro,
cioè oltre il 25% in più di quanto dichiarato a febbraio 2012 dagli stessi
esponenti della Difesa”

Tutto ciò in un momento di crisi sembra esagerato e lo stesso
generale dichiara che “il Pentagono è
preoccupato fra l’altro per le difficoltà di sviluppo del software dell’aereo,
la non corretta pianificazione dei collaudi.

La vulnerabilità ai cyberattack
del sistema logistico integrato, e da ultimo, dopo la distruzione in Afghanistan
di 8 Harrier schierati su una base avanzata da parte di una pattuglia appiedata
di Talebani, per le prospettive operative della versione Stovl”

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