Fabio Panero (Prc): la casta si è fermata a Cuneo?

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Fabio Panero (Prc): la casta si è fermata a Cuneo?

Il leader di Rifondazione Comunista di Cuneo, Fabio Panero, in una dichiarazione ha espresso la sua opinione al riguardo della situazione politica a Cuneo, il testo del comunicato è il seguente: “Il “Buongiorno” di Gramellini questa mattina su La Stampa ha avuto il merito di portare all’attenzione nazionale le vicende amministrative della nostra città, fino a qualche mese fa “sonnacchiosa” sul versante politico, ora al centro dell’attenzione anche a livello nazionale. Per cinque anni sono stato in qualità di Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista nella maggioranza di centrosinistra del Sindaco Valmaggia che ha governato la città, coerente nel portare avanti il programma di coalizione e cercando di portare all’attenzione del Consiglio Comunale temi specifici del nostro gruppo politico, con alterne fortune.
Ho fortemente caldeggiato le elezioni Primarie del centrosinistra poichè pensavo e penso che i cittadini elettori progressisti dovessero scegliersi il proprio candidato Sindaco e non farlo scegliere da qualcun altro.
Ho sostenuto Gigi Garelli alle Primarie poiché, pur non appartenendo a Rifondazione Comunista, ho pensato che fosse il candidato giusto per portare un rinnovamento dopo 17 anni di governo del centrosinistra a Cuneo.
Il 27 novembre Gigi Garelli ha vinto le Primarie (le più partecipate d’Italia) senza rubare nulla a nessuno.
Nelle due settimane più nevose dell’anno ho partecipato ai tavoli di confronto sul programma con le altre forze del centrosinistra che avevano partecipato alla elezioni Primarie, insieme ad un centinaio di miei concittadini.
Tutte le forze del centrosinistra avevano sottoscritto delle linee-guida sufficientemente ampie da poter far partecipare tutte e tutti i candidati alle Primarie ma chiare sul fatto che chiunque avesse vinto sarebbe stato sostenuto da tutti gli altri.
Fin qui tutto liscio o quasi, senonché a pochi giorni dalla firma del programma della coalizione scaturito da questi tavoli di lavoro il Sindaco Valmaggia, garante delle Primarie, “sfiducia” il vincitore Gigi Garelli, rompendo quindi quel patto sottoscritto idealmente tra tutti coloro che come me si sono recati il 27 novembre a votare il proprio candidato Sindaco.
Tutti gli Assessori tranne una (evviva la Manassero) più il Presidente del Consiglio Comunale e due liste civiche di centrosinistra rompono anch’esse questo patto.
Da qui la nascita di una nuova coalizione, incentrata sulla inedita alleanza tra “Cuneo solidale” (la lista storica del Sindaco in carica) , l’UDC e “Cuneo più”, le ultime due forze di opposizione assai combattive in Consiglio e fuori (molti ricorderanno i feroci manifesti sulla “questione farmacie”). Nasce così un’alleanza di centro con due liste civiche di centrosinistra (Cuneo Solidale e Centro Lista Civica più Idee e Impegno) i fuoriusciti dal PD e due liste di centrodestra (UDC e Cuneo Più) con candidato Sindaco Federico Borgna (che non ho il piacere di conoscere ma che sicuramente è una validissima persona).
Penso che chiunque si candidi anche alla presidenza di una bocciofila dovrebbe innanzi tutto mantener fede ai patti sottoscritti tra forze politiche e cittadini: le Primarie a Cuneo sono state regolari, i cittadini si sono espressi e la democrazia, per fortuna, funziona così.
Penso inoltre che in politica, oltre all’onestà, ci voglia anche un minimo di coerenza: come si fa a presentarsi alle elezioni per governare una città capoluogo mettendo insieme chi fino ad oggi (poiché il Consiglio Comunale di Cuneo è formalmente ancora in carica e si riunirà il 23 aprile) è stato seduto su fronti opposti? Fino a qualche mese fa per l’UDC e Cuneo Più la Giunta Valmaggia non ne ha azzeccata una, ora invece…tutti insieme appassionatamente.
La politica italiana ci ha abituato a tutto ed al contrario di tutto: ma quando è troppo è troppo.
Penso che il Sindaco Valmaggia abbia dissipato in poco tempo due mandati amministrativi importanti per la città (e per lui): francamente mi sono sentito preso in giro come cittadino e come amministratore pro-tempore: ma si sà noi invece i patti li rispettiamo, fino all’ultimo.
Ho provato a giustificare questa rottura con il centrosinistra fatta da Valmaggia e da buona parte della Giunta come un insano attaccamento alle poltrone, o forse l’aver messo in discussione ciò che non si poteva discutere (nomine in Fondazione, Piano Regolatore e consumo del territorio) Ma c’è qualcosa di più profondo: in fondo le Primarie e tutto ciò che c’è stato e prima e dopo hanno messo in discussione il vecchio modo di fare politica e amministrazione nella nostra città.

“Il flusso scomposto, in qualche caso sgangherato, ma pieno di passione politica ed energia vitale” di cui parla Gramellini. Rifondazione Comunista, gli Esuli in Patria, i gruppi, le associazioni i cittadini che hanno dato vita alla Costituente dei Beni Comuni hanno letto e interpretato questo cambiamento non frutto dell’anti-politica ma dando gambe e braccia a questa esigenza non più rinviabile.
Come di diceva il grande Segretario della CGIL Di Vittorio ci siamo alzati in piedi senza toglierci il cappello per parlare di fronte al padrone.
Forse questo “azzardo” fa tremare i potenti e potentini locali. Non rimane che scegliere da che parte stare, una cosa però è certa: indietro non si torna. I “campi” sono due: chi non ha nulla da perdere se non la dignità e la coerenza e tutto il resto. Basta scegliere da che parte stare”.

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