Fabrizio Corona torna a casa, il giudice concede l’affidamento ai servizi sul territorio

Cronaca

Fabrizio Corona torna a casa, il giudice concede l’affidamento ai servizi sul territorio

Per Fabrizio Corona si avvicina a grandi passi, il giorno in cui potrà tornare libero, dopo avere ottenuto l’affidamento ai servizi sociali sul territorio, che consentiranno all’ex imprenditore dei paparazzi di potere lasciare la comunità di don Mazzi e tornare a casa. A deciderlo, come riportato dal sito Ansa, è stato il Tribunale di Sorveglianza di Milano.

A giugno, Corona, aveva lasciato San Vittore, dopo due anni e mezzo di detenzione, grazie all’assistenza dai legali Ivano Chiesa e Antonella Calcaterra, ottenendo il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali nella comunità ‘Exodus’ di Don Mazzi, che ha sede a Lonate Pozzolo in provincia di Varese.

La decisione venne presa dal giudice Giovanna Di Rosa che concesse l’affidamento per una serie di motivi tra i quale anche l’assenza di pericolosità sociale e il suo passato di tossicodipendenza. Davanti ai giudici, Corona, si era dimostrato seriamente pentito ribadendo più volte di essere cambiato e chiedendo un’opportunità poterlo dimostrare.

I giudici, con l’ultima decisione, hanno consentito che l’affidamento si possa svolgere “sul territorio”, consentendo di fatto a Corona di lasciare la comunità dove ha svolto il servizio, e fare ritorno a casa.

In totale, Fabrizio Corona, è stato in carcere per due anni e mezzo, e affidato alla comunità per altri 4 mesi, a fronte di una condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere, che poi venne ridotta a 9 anni e otto mesi per la continuità.

L’affidamento in prova venne disposto dal giudice Di Rosa, in una udienza del 18 giugno durata 45 minuti, nella quale i legali di Corona riuscirono a dimostrare l’esigenza, per il proprio assistito, che venisse interrotta la detenzione per ragioni di salute, e che fosse disposto l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Alla fine dell’udienza, Corona, dichiarò alla stampa di ‘essere felice’ e che ‘non sarebbe mai più tornato in carcere’.

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