Facebook condanna l’apologia di fascismo: 13 denunciati a Varese COMMENTA  

Facebook condanna l’apologia di fascismo: 13 denunciati a Varese COMMENTA  

Provvedimenti eseguiti contro 13 utenti del gruppo facebook “Vessilli neri – Boia chi molla”

E’ stato facile rintracciare i colpevoli attraverso il loro profilo

I FATTI – Per alcune frasi su Facebook che inneggiano al fascismo, insulti razzisti e xenofobi conditi da considerazioni sull’immigrazione volte all’esclusione 13 persone sono state denunciate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Varese. La pagina, con circa 1000 iscritti, avrebbe ospitato frasi e commenti che, secondo le accuse riportate, costituirebbero apologia del fascismo e istigazione all’odio razziale. I controlli della polizia si sono concentrati, in particolare, su un gruppo sul social network,‘Vessilli neri – boia chi molla’. Gli amministratori del gruppo e gli utenti più attivi sono tutti di Varese. Per questo, come riferisce l’Ansa Lombardia, i controlli sono scattati lì. Non è stato certo difficile risalire all’identità dei colpevoli, che esprimevano il loro reato postando sul gruppo attraverso il loro reale nome e cognome. Come detto da molti esperti giuristi, davanti ai social network, la nostra società ha di fatto lasciato cadere tutto ciò che potrebbe concernere la privacy.

LA COLPA – Al di là dell’apologia di fascismo, il reato riscontrato agli amministratori è stato quello di mancata moderazione dei commenti più feroci ed efferati, che inneggiavano ai forni per tutte le categorie di diversi e che risultavano essere dei veri e propri haters, ovvero persone che quasi di professione inneggiano all’odio sui social network attraverso la tastiera. Dopo l’intervento degli inquirenti la situazione nel gruppo, seppur ancora molto calda, sembra decisamente rientrata nei ranghi di quanto ammissibile dalla legge e da un’etica pubblica che vorrebbe certe ere finite insieme alle pagine più nere della nostra storia, che in realtà sembrano davvero trascinarsi in una stanca ideologia. E pensare che solo fino a pochi giorni fa mezza Italia si indignava per un possibile riferimento nazista in uno striscione sportivo del Bayern Monaco.

 

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