Facebook: linee guida per contenuti di sesso e violenza

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Facebook: linee guida per contenuti di sesso e violenza

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Il quotidiano britannico “The Guardian” ha avuto accesso a più di un centinaio di manuali destinati all’addestramento dei moderatori. Si è scoperto che il più importante social network del mondo non riesce a gestire i post dei suoi 2 miliardi di utenti. Il ruolo del moderatore è occuparsi di controllare le segnalazioni che arrivano dagli utenti; il giornale è riuscito a trovare tutte le regole che dovrebbero essere rispettate con argomenti come violenza, terrorismo, razzismo e pornografia.

Grazie al social network tutte le correnti ideologiche, religiose e politiche possono far valere i propri pensieri, ma in alcuni casi in tale rete globale si riversano i peggiori comportamenti umani e diventano di pubblica rilevanza agli occhi di chiunque, Esiste un team che si occupa della gestione dei contenuti, ma il loro operato è spesso sommerso di polemiche; secondo una fonte anonima che ha parlato con il giornale “Facebook non riesce a controllare i sui contenuti.È diventato troppo grande e troppo in fretta“.

Ma il carico sui moderatori è eccessivo, spesso hanno solo 10 secondi per prendere una decisione e scegliere quale regola rispettare.

Questo anche perché ben 6,5 milioni di profili falsi vengono scoperti ogni settimana. Impossibile controllare tutto sulla piattaforma, la maggior parte di post ricolmi di insulti e parolacce restano online perché rappresentano minacce generiche e non credibili. Cosa deve rimanere pubblico sulle bacheche degli utenti e cosa invece no? I contenuti con abusi sui minori vengono eliminati solo se costituiscono esaltazione della violenza o sadismo. Mentre morti violente e abusi su animali non devono essere rimosse sempre.

Le regole sono state aggiornate pesantemente un anno fa dopo le polemiche innescate dalla rimozione della famosa foto della bambina vietnamita nuda in fuga da un bombardamento. Facebook ha definito le sue linee guida generali con degli algoritmi che funzionano con l’analisi di diversi milioni di immagini. Tali algoritmi “decidono” cosa può rimanere e cosa va rimosso. La valutazione pare essere particolarmente complessa per i post che hanno contenuti di carattere sessuale.

Difficile è reagire prontamente a post che riguardano il cosiddetto revenge porn, cioè le persone lasciate da proprio partner che si vendicano postando contenuti intimi.

La società non ha rilasciato dei commenti specifici su tale report. La responsabile della politica globale di Facebook ha dichiarato infatti che “abbiamo una comunità globale davvero composita e le persone hanno idee molto diverse su ciò che è bene condividere. Ci saranno sempre alcune aree grigie. Ad esempio, il confine tra satira e umorismo e il contenuto inappropriato è talvolta molto grigio“. “Tenere al sicuro le persone è la cosa più importante che facciamo. Stiamo lavorando duramente per rendere Facebook più sicura possibile, permettendo la libertà di parola” è ciò che ha aggiunto il capo del Global Policy Management di Facebook.

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