False incriminazioni sui cartoni “Aiuti Ue” da parte del Corriere COMMENTA  

False incriminazioni sui cartoni “Aiuti Ue” da parte del Corriere COMMENTA  

Lo scorso 6 gennaio l’edizione barese del Corriere della Sera, il Corriere del Mezzogiorno, in un articolo intitolato “Scatole di aiuti umanitari per strada. E’ giallo: indaga la guardia di Finanza”  ha scritto di un’ipotetica gestione illegale di beni e alimenti con il marchio “Aiuti Ue, prodotto non commerciabile” da parte di alcune salumerie o della chiesa nella zona tra via Putignani e via S. Visconti nel centro cittadino. Fonte di tale affrettata e ingiusta insinuazione della redazione è una foto scattata a dei cassonetti dov’erano buttati i cartoni (vuoti)  con quel marchio. E’ bastata quest’immagine al Corriere per giudicare disonesti i commercianti come del resto i volontari della chiesa.
Ovviamente la foto e un articolo scritto con tante insinuazioni ha fatto scaturire i controlli della guardia di Finanza, che però non ha trovato nulla di illecito e tutti quei pregiudizi della redazione del Corriere su un presunto traffico illecito di generi alimentari, rimangono tali e non notizie.

La notizia è che si è tutto inventato infastidendo però l’onestà e i principi dei volontari della chiesa conosciuta tra i quartieri Murat e Libertà: il  Preziosissimo Sangue in San Rocco.

Infatti la parrocchia da anni offre più di un servizio ai disagiati con il “Centro d’Ascolto don Pietro Mercurio” che cerca di sostenere con varia assistenza le famiglie in difficoltà e inoltre ha la sede dell’Ass. In.con.tra. che si occupa della cura dei senza fissa dimora.

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Entrambe le associazioni hanno sempre sensibilizzato non solo la comunità parrocchiale, ma l’intera cittadinanza alla collaborazione e all’informazione del loro valoroso impegno caritativo. Entrambe le associazioni ricevono fortunatamente generi alimentari dal banco alimentare e quei cartoni ritrovati vicino il cassonetto, innanzitutto erano vuoti e soprattutto, il contenuto è servito per distribuirlo ai bisognosi. Elemento che la redazione del Corriere metteva in dubbio senza un minimo approfondimento: dalla Parrocchia, infatti, si vuol rassicurare  che nel periodo tra Natale e Capodanno, i viveri hanno raggiunto la destinazione corretta: le famiglie indigenti e i bisognosi della città.  E non gli scaffali delle salumerie che tra l’altro sono state accusate gratuitamente e nè nelle mani dei volontari che molta gente del quartiere conosce per correttezza e impegno alla causa. Per qualsiasi ulteriore dubbio dei giornalisti del Corriere, i volontari consigliano di rivolgersi direttamente nei luoghi “incriminati”, per capire la verità dei fatti e descriverla. Inoltre tutte le iniziative delle associazioni sono ben pubblicizzate dai media locali o, comunque per quello che può rappresentare per una parrocchia, visibili sul web e sui social network, senza escludere l’informazione diretta del passaparola; nel caso in cui i controlli tanto acclamati della Finanza, scattati il giorno seguente all’articolo non fossero bastati alla redazione per far capire che i cartoni vuoti con la scritta “Aiuti Ue”, non erano lì posizionati per essere ben in vista per una foto, piuttosto sono stati utili precedentemente perchè tanta gente ne ha  davvero bisogno.
I volontari tengono a rispondere all’accusa mossa contro la chiesa da parte del Corriere perché tale fraintendimento non si ripeta e soprattutto non vadano a creare inutili polemiche e pregiudizi che vadano a ledere il loro costante impegno (soprattutto di alcuna parte dei giornali che attaccano troppo facilmente gli ambiti ecclesiastici), del quale, invece occorre la collaborazione della cittadinanza intera, stampa compresa.
Afferma la responsabile del Centro d’Ascolto don Pietro Mercurio, E.Evangelista: “Il germe del sospetto viene ad arte alimentato da chi da tempo si occupa di una campagna denigratoria finalizzata ad inaridire tali attività a beneficio di categorie sociali per nulla al centro dell’attenzione giornalistica. Costoro sappiano che saremmo ben disposti ad accoglierli nelle nostre fila affinché in futuro possano seguire personalmente la tracciabilità dei cartoni e, perché no, occuparsi direttamente della loro destinazione ultima: il cassonetto. Potrebbero verificare, ad esempio, come il cartone, da inquisito senza diritto di replica, viva l’enfasi di essere assolto per inconsistenza di prove a carico. E’ noto ai più che da anni in Parrocchia i gruppi dell’Associazione In.con.tra., del Centro di Ascolto Don Pietro Mercurio si attivano a favore degli homeless (senzatetto) e degli indigenti, seguendo una linea di condotta irreprensibile e limpida sul piano degli adempimenti burocratici, assolti con coscienziosità e responsabilità di azione senza alcun compenso economico. Non ci è referente un cartone”.

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