Favorì vip, indagato rettore del Suor Orsola Benincasa di Napoli

Favorì vip, indagato rettore del Suor Orsola Benincasa di Napoli

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Favorì vip, indagato rettore del Suor Orsola Benincasa di Napoli

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Favorì vip, indagato rettore del Suor Orsola Benincasa di Napoli

Periodo davvero scuro per il mondo universitario. Lucio D'alessanddro, magnifico rettore dell'università Suor Orsola Benincasa è indagato.

Rettore sotto indagine

Chi dirige un’università dovrebbe essere anche di esempio. Il rettore dell’ateneo Suor Orsola Benincasa e vice presidente della Crui (organo di rappresentanza dei rettori italiani) Lucio D’Alessandro è invece indagato dalla Procura di Napoli. L’uomo avrebbe favorito un figlio dell’ex ministro Zecchino, nell’assegnazione di un posto di ricercatore al Suor Orsola. Né Ortensio Zecchino, né il figlio Francesco risultano indagati per ora.

Anche agli altri componenti della commissione, Giovanni Coppola, Anna Giannetti, Alessandro Viscogliosi, è stato notificato un avviso di conclusione indagini. Per il rettore del Suor Orsola, in seguito all’inchiesta a capo del pm Graziella Arlomede, è avanzata l’ipotesi di concorso in abuso di ufficio. Il rettore sarebbe stato tutt’altro che magnifico.

Mondo universitario scosso

Il tempismo non poteva essere che peggiore. O migliore. Soltanto due giorni fa, l’operazione della Procura di Firenze che ha condotto agli arresti di ben sette docenti universitari, e a 52 indagati per concorsi di abilitazione truccati.

Ormai è stato comprovato che i vincitori del concorso nazionale venivano scelti con una «chiamata alle armi» tra i componenti della commissione giudicante, e non in base ai giusti meriti. I vincitori dei concorsi sarebbero stati selezionati in base allo scambio di favori tra i commissari.

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Codice specifico entro ottobre

Presto ci sarà “un codice specifico” per la trasparenza all’Università «che verrà completato entro ottobre. La parte che riguarda il Miur era già completata, la parte che riguardava una consultazione pubblica si è conclusa il 15 settembre, adesso l’autorità nazionale anti corruzione sta completando, raccogliendo eventuali altri suggerimenti ed entro ottobre la conclude», ha detto con decisione il ministro per l’istruzione Valeria Fedeli.

Il ministro ha poi anche dichiarato che il 3-4 novembre, ci sarà «la conferenza sull’Università: credo che quello sia il luogo non solo per rilanciare innovazione e qualità anche della didattica e del futuro delle università italiane dal punto di vista della qualità formativa, ma sarà anche il luogo dove dovremo, e credo che ci riusciremo, ad implementare ulteriormente proposte per contrastare davvero e fino in fondo corruzione ed assenza di trasparenza e togliere tutte le aree grigie.

Questo lo dobbiamo agli studenti, al Paese, all’autorevolezza del nostro percorso di alta formazione».

Tolleranza zero

Il ministro promette tolleranza zero. «Costituirsi parte civile contro i professori corrotti e individuare dentro ogni ateneo un responsabile della trasparenza e della prevenzione della corruzione. Questo, nella loro autonomia, dovrebbero fare gli atenei” ha detto. E ha aggiunto: «Ciò che sta mergendo impone che si vada fino in fondo e che una volta accertati i fatti, si perseguano i responsabili. È necessario che la verifica delle accuse si svolga in tempi rapidi. Può essere che una parte del sistema sia malato, non il sistema nel suo insieme. Ma là dove il tema esiste, va sradicato. Già da febbraio lavoro col presidente dell’Anac, Cantone, su criteri di prevenzione, misure di trasparenza, e figure anti-corruzione».

Piano anticorruzione

Il ministro Fedeli ha poi accennato all lavoro con Cantone, che ha portato a introdurre per la prima volta, nel Piano anticorruzione 2017, il capitolo delle istituzioni universitarie.

«È tutto su Internet – ha spiegato -. La consultazione pubblica è finita il 15 settembre e gli uffici, poi io e Cantone, col quale ho appena parlato, concluderemo il lavoro e lo presenteremo al massimo entro la fine di ottobre. Farò un atto di indirizzo, conseguente e coerente con il dossier dell’ Anac, che manderò alle Università, enti vigilati, rispettando la loro autonomia. E
chiederò di adottare le misure previste nel Piano»

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