Figli: tre buone ragioni per non urlare contro di loro

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Figli: tre buone ragioni per non urlare contro di loro

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A volte i figli richiedono davvero la pazienza di un santo... Ma è dimostrato scientificamente che urlare contro di loro equivale a usare violenza fisica.

Ormai è pressoché risaputo da tutti. I figli sono senza dubbio una gioia, ma richiedono anche tanto lavoro e tanta pazienza! Non importa se avete ripetuto loro la stessa cosa già mille volte. Loro perseguiteranno a fare esattamente il contrario!

Spesso i nostri bambini sono goffi, rumorosi o troppo pigri. Anche solo per alzare la forchetta con la mano… Tenere i nervi saldi, in determinate situazioni, a volte richiede la pazienza di un santo! Restare fuori dai guai spesso sembra che sia impossibile per alcuni bambini! A questo proposito, vi daremo qui alcune buone motivazioni sul perché è meglio non alzare con loro la voce. Persino quando queste piccole pesti vi metteranno a dura prova…

1. Dà la stessa reazione emotiva di una punizione fisica

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I genitori pensano spesso che sia molto più traumatico dare qualche sculacciata ai propri figli, invece che sgridarli ad alta voce. In verità, alcuni studi hanno dimostrato che il livello di stress per i più piccoli è praticamente lo stesso.

2.

Può avere conseguenze gravi sulla loro psiche

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Altri studi hanno inoltre messo in evidenza che continui rimproveri, punizioni e insulti potrebbero rendere i bambini e gli adolescenti più propensi alla depressione. Tali rimbrotti andrebbero anche a intaccare l’autostima dei ragazzi. Che sarebbero più portati a compiere atti non proprio ortodossi, come il furto e la menzogna, per esempio.

3. Non insegna la lezione

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Tutto ciò che si ottiene alzando la voce è far sentire inutile il proprio figlio. Il cervello dei bambini è ancora in età di sviluppo, quindi sarebbero più suscettibili a diventare inclini ad altre forme di violenza. Comportamenti altalenanti, a questa età, sono del tutto naturali. Bisognerebbe piuttosto trovare un modo per affrontare la cosa in modo tale che non risulti un atteggiamento aggressivo. Spesso i genitori dovrebbero fare un po’ di autocritica e guardare come si comportano loro stessi.

Certamente crescere un figlio non è semplice, ma la violenza non è mai la risposta giusta.

I piccoli hanno necessità di una mano sempre tesa, di estrema pazienza, di amore e di tranquillità. Se si resta tranquilli mentre si insegna loro come comportarsi, i nostri figli potranno imparare a loro volta a essere pazienti, dolci e attenti nei confronti degli altri.

Per educare i figli servono regole chiare e precise

Sembra banale, ma per educare in maniera corretta servono solo poche regole. Che però devono essere chiare e precise. Serve pensare a un modello di educazione dove l’aspetto dell’organizzazione prevale su quello emotivo. In questo modo è possibile costruire una prospettiva efficace e precisa per controllare alla giusta distanza il comportamento dei propri figli. Offrire loro la sicurezza è dunque il primo passo da compiere. Ma allo stesso tempo bisogna garantire loro tutta l’autonomia possibile.

L’educazione è quindi un fatto organizzativo. Non si può abbandonare l’educazione al caso. I genitori che non stabiliscono regole chiare diventano succubi dello spontaneismo.

Stabilire delle regole chiare e precise significa dunque prendere decisioni organizzative che non sono legate con questioni esistenziali. Si tratta invece di procedure stabilite in famiglia per poter vivere tutti meglio.

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