Fini verso un nuovo partito. E intanto querela libero

Politica

Fini verso un nuovo partito. E intanto querela libero

Il presidente della Camera, Fini
Con l’apertura della Festa Tricolore di Mirabello, non si smorzano le tensioni all’interno della maggioranza. Le dichiarazioni di giornata degli esponenti di “Futuro e Libertà” sembrano imporre un’accelerazione in vista del nuovo partito dei finiani. Il viceministro dello Sviluppo, Adoldo Urso, lo lascia intuire chiaramente: “Se il Pdl non resetta tutto, la creazione di un nuovo partito è inevitabile”. Il nodo della discordia è ancora l’espulsione di Gianfranco Fini, decretata con il documento stilato dall’Ufficio di presidenza del Pdl il 29 luglio. In attesa di un passo indietro, che per il momento non arriva, Futuro e Libertà sembra orientarsi verso la creazione di una nuova forza politica.
Ricomposizione o nuovo partito. “Se si ricuce lo strappo avvenuto con l’espulsione del confondatore del Pdl, noi restiamo nel Pdl”, è la premessa di Urso. “Ma se Fini non viene riammesso e legittimato con il ruolo che gli spetta nel Pdl come confondatore, è inevitabile che nasca un nuovo partito che stringa un patto di legislatura con il Pdl e con La Lega”. Quest’ultima, ribadisce però Urso, “non è la nostra prima opzione. Noi vogliamo la resettatura di tutto, che venga dato a Fini e a noi di Futuro e libertà quello che ci spetta. Se invece si persistesse nello strappo”, avverte il viceministro, “non si può poi pretendere che noi, e gli stessi elettori, restiamo in un partito che non legittima più, che non
riconosca cittadinanza politica a Gianfranco Fini”.

Tutti già aspettano il discorso del presidente della Camera che il 5 settembre chiuderà la festa di “Futuro e Libertà”. Prima dell’intervento è previsto un incontro di Fini con i parlamentari di Fli. “Fini a Mirabello rivolgerà un messaggio ai 4-5 milioni di elettori che lo hanno scelto come leader, ma anche alla nazione – continua Urso – Si rivolgerà a tutti gli italiani che si sentono in causa in questioni come l’interesse generale, l’integrità della nazione e la necessità di rinnovare il Paese”.

“Settembre – avverte il viceministro – sarà il mese della verità come quello d’agosto è stato quello delle aggressioni. I berlusconiani – ripeto il mio appello – devono dimostrare che vogliono ricomporre la coalizione annullando la riunione dei probiviri del 17 settembre sull’espulsione di Bocchino, Granata e Briguglio. Se non esprimono chiaramente questa volontà, se dovessero esserci altri strappi come l’espulsione di altri membri del partito, sarà inevitabile rappresentare, nel quadro di un patto che abbiamo con gli elettori, questa parte di centrodestra che rispetta le istituzioni e condivide la stessa visione degli altri partiti di centrodestra europei”.

Sulla stessa linea anche un altro dei finiani di ferro, Fabio Granata. “A Mirabello Fini parlerà alla nazione, farà un discorso politico rivolto alla società”. Salvo colpi di scena, Futuro e Libertà si trasformerà in un vero e proprio partito. “La strada intrapresa è questa”, ammette il deputato di Fli, “se non si intravede una coesione all’interno del Pdl. E Mirabello sarà un altro tassello verso questo cammino”.

Intanto dopo le azioni legali contro “Il Giornale”, il presidente della Camera procederà anche contro “Libero”. “Le reiterate falsità che quest’estate hanno alimentato la campagna diffamatoria di “Libero” contro il presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, culminano oggi in un articolo in cui, pur di denigrarlo, si strumentalizzano gli atti di un procedimento penale che non lo ha mai nemmeno sfiorato.

Per queste ragioni l’avvocato Giulia Bongiorno ha ricevuto mandato per proporre querela contro il direttore del quotidiano “Libero” ed ogni altro responsabile della grave diffamazione”. Lo dichiara Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Foto @google.it

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