Finmeccanica tra armi, politica e tangenti

Roma

Finmeccanica tra armi, politica e tangenti

Finmeccanica è uno dei pilastri economici e politici made in Italy: il gruppo vanta 700mila dipendenti sparsi in tutto il mondo ed un giro d’affari sostanzioso, basato essenzialmente sulla produzione e vendita di armi, da cui solo nello scorso anno, ha ricavato 17 miliardi di euro.

Ebbene queste cifre sono in leggero ribasso rispetto agli obiettivi dell’azienda e di conseguenza centinaia di lavoratori di Alenia spazio (società di Finmeccanica) rischiano il posto di lavoro; solo essi badate bene, perchè i vertici rimangono saldamente ancorati alle loro poltrone salvo destituzioni forzate per “motivi legali”.

La rassegna di nomi eccellenti , tra politici e manager, coinvolti in affari lucrosi di dubbia origine, sempre legata al traffico delle armi, è piuttosto alta: indagato l’ex manager Guarguaglini, arrestato il manager Pozzessere, indagato l’ex ministro Scajola, i leghisti Gallie Gietti, ombre su La Russa e Castelli, Letta e Giovanardi.

Attualmente Finmeccanica è guidata da Giuseppe Orsi, amico di Maroni, che per non essere da meno, è stato indagato per la vendita di armi in India.

Il sistema appare dunque consolidato e appare sempre più chiara la linea militarista/ speculativa alla base di tutto. A riprova di ciò basta riflettere sul fatto che per i politici, la partecipazione in consigli d’amministrazione e le intermediazioni commerciali a pagamento, lecito o illecito ( come nel caso delle tangenti) è fonte di cospicue entrate. Il fatto che la guerra provochi eventi luttuosi tra innocenti per loro è dunque secondario

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