Fiorito: «Mi ricandiderò perché non sono un ladro. Giusto il mio stipendio da 13mila euro». - Notizie.it

Fiorito: «Mi ricandiderò perché non sono un ladro. Giusto il mio stipendio da 13mila euro»

Politica

Fiorito: «Mi ricandiderò perché non sono un ladro. Giusto il mio stipendio da 13mila euro»

ROMA – Al peggio non c’è mai fine. E se anche ci fosse, sarebbe prima, ma molto prima, della fine dell’arroganza dei politici.

Dà l’ennesima conferma a questo assunto il Corriere della Sera, che ha riportato le dichiarazioni di Franco Fiorito, in arte “Er Batman”, all’uscita dalla Procura di Viterbo, dove era stato interrogato sulle presunte fatture false pagate dal gruppo Pdl alla Regione Lazio per spese private: «Me-ri-can-di-do! Capito? D’altra parte, perché nun dovrei? Nun so’ mica un ladro, io!» avrebbe detto l’ex capogruppo pidiellino del consiglio regionale ad una cronista di Viterbo tv.

La difesa di Fiorito non si è esaurita nelle dichiarazioni rilasciate ai procuratori, ai quali ha confermato la sua estraneità ai fatti: «Non sono responsabile di ciò che rendicontano i miei colleghi e non ho idea di chi possa aver gonfiato o alterato le fatture: dal gruppo Pdl sono uscite con gli importi reali.

La falsificazione delle fatture potrebbe rientrare nella faida in corso nel Pdl viterbese». Ieri sera, infatti, l’ex consigliere è stato ospite di Quinta Colonna, il talk show in onda su Rete4 e condotto da Paolo Del Debbio. Ospite non sarebbe la parola esatta, dal momento che tutti, sia in studio che in collegamento, si sono scagliati contro di lui. In questa gogna mediatica, ad un certo punto Fiorito ha perso la pazienza e ha iniziato a gridare contro i presenti, vantando i suoi successi politici: «Io ho una storia politica di 25 anni e sono stato il primo degli eletti per tre elezioni consecutive, il primo degli eletti in Italia» Del Debbio ha avuto notevoli difficoltà a calmare gli animi, soprattutto a causa delle dichiarazioni del “Batman di Anagni”: «Prendevo circa 13mila euro al mese per la mia attività di consigliere regionale. Mi sembra una cifra giusta per una persona che prende 27mila voti».

Parole a cui è seguito impietosamente un servizio sugli anziani che vivono con una pensione da poche centinaia di euro.

Il clou della serata, però, doveva ancora venire: in collegamento telefonico, Daniela Santanchè si è espressa a favore di un cambio radicale («Il Pdl è da cambiare profondamente, è necessaria una rivoluzione»), appoggiando quello che ormai è un proposito comune sia ad Alemanno («azzerare tutto») che al Pd (l’idea delle dimissioni dei propri consiglieri per far cadere Consiglio e Giunta). Nella tabula rasa generale, la Santanchè ha ben chiaro il destino di Fiorito: «Si deve nascondere. Se avesse dignità, si dimetterebbe e non prendere quello stipendio pazzesco. Deve cambiare paese e sparire dalla politica». L’ex consigliere, ovviamente, le ha ricambiato la cortesia, definendosi a disagio in un partito che comprendesse anche la Santanchè.

A quel punto l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, sicuramente più avvezza ai dibattiti televisivi e alle tele-risse in cui questi frequentemente si trasformano, ha apostrofato Fiorito tirando in ballo la festa al Foro Italico organizzata dal vicecapogruppo Pdl, Carlo De Romanis: «Con Fiorito non parlo, è un uomo che non ha mai lavorato nella sua vita.

Dovrebbe mettersi la maschera del maiale e basta».

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