Firenze, riconosciuta la prima adozione a padri gay in Italia COMMENTA  

Firenze, riconosciuta la prima adozione a padri gay in Italia COMMENTA  

Firenze, riconosciuta la prima adozione a padri gay in Italia

Il Tribunale dei minori di Firenze ha disposto per la prima volta in Italia la trascrizione dell’adozione avvenuta all’estero da parte di una coppia di padri gay.


Nessuno potrà più negare che siano una famiglia. La decisione del Tribunale dei minori di Firenze, che ha disposto la trascrizione anche in Italia dell’adozione di due bambini da parte di una coppia omosessuale, è la prima nel suo genere nel nostro Paese. L’adozione dei minori, due fratellini, era avvenuta nel Regno Unito, dove i due padri gay risiedono da anni. Rete Lenford, l’Avvocatura per i diritti Lgbt a cui si era rivolta la coppia, ha sottolineato che “per la prima volta viene riconosciuta in Italia l’adozione di minori all’estero da parte di una coppia di uomini”.

Quanto stabilito dal tribunale del capoluogo toscano non ha nulla a che vedere con la famosa stepchild adoption, di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi quando in Parlamento era in discussione la legge sulle unioni civili. In quel caso, infatti, il figlio naturale di uno dei due partner viene adottato dall’altro, mentre in quello in questione non vi è alcun legame biologico tra i padri gay e i bambini.


Rete Lenford ha diffuso una nota in cui si legge che: “La disposizione normativa prevede che l’adozione pronunciata dalla competente autorità di un Paese straniero ad istanza di cittadini italiani che dimostrino di avere soggiornato continuativamente nello stesso e di avervi avuto la residenza da almeno due anni, viene riconosciuta ad ogni effetto in Italia purché ‘conforme ai principi della Convezione’ (Convenzione dell’Aja 29 maggio 1993)”. La convenzione non prevede restrizioni in base al sesso dei futuri genitori adottivi, ma si concentra solo sul fatto che essi siano idonei ad adottare.


Dopo aver verificato la conformità alla convenzione della sentenza d’adozione emessa in Gran Bretagna e aver appurato che anche l’articolo 36 comma 4 della legge n. 184/83, secondo il quale un’adozione avvenuta all’estero è valida anche in Italia solo se è compiuta da cittadini che siano residenti da almeno due anni e abbiano soggiornato in maniera continuativa nella nazione in cui essa è stata effettuata, il Tribunale dei minori di Firenze ha riscontrato che quella in essere è una vera e propria famiglia e ha deciso, pertanto, che la decisione andasse riconosciuta anche nel nostro Paese.

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La sentenza ha scatenato reazioni contrastanti. Soddisfatta l’assessore del Comune di Firenze Paola Concia, tra le promotrici delle unioni civili, che ha commentato ricordando che occorre completare la legge sulle unioni gay includendo le adozioni: “Quello arrivato oggi con questa sentenza è solo l’ultimo segnale che questa cosa deve essere fatta”.

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