Fmi: in Italia 20 anni per ritrovare la piena occupazione COMMENTA  

Fmi: in Italia 20 anni per ritrovare la piena occupazione COMMENTA  

Il Fondo Monetario Internazionale, il potentissimo istituto guidato da Christine Lagarde, ha reso noto il suo studio aggiornato sull’economia nell’area euro e, per l’Italia, le notizie non sono affatto buone.

Secondo il Fmi, infatti, sebbene siano da riconoscere i segnali della ripresa, dopo 3 anni di recessione di fatto, il percorso che potrebbe riportare il nostro paese ai livelli pre crisi è ancora molto lungo.

“Senza una significativa accelerazione della crescita” recita il rapporto “ci vorranno 10 anni alla Spagna e quasi 20 anni a Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi”.
Una vera batosta per l’esecutivo di Matteo Renzi, che, per bocca dei tecnici del ministero dell’economia, si è affrettato a ribattere che lo studio condotto dal Fmi non tiene in alcun conto le modifiche strutturali già oggi introdotte dal governo italiano, come il Jobs Act.

Un commento al Jobs Act, per essere precisi, questo studio lo contiene, riconoscendo al decreto la bontà del primo passo, ma il Fmi ha voluto spingersi oltre, fornendo consigli agli amministratori della cosa pubblica, seguendo i quali dovrebbe essere possibile accorciare il ventennio che, altrimenti, ci separerebbe dal ritorno alla vita pre crisi.

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In primo luogo, occorrerebbe procedere alla riforma dell’amministrazione pubblica, poi favorire l’adozione di “ulteriori misure volte a migliorare l’efficienza della giustizia civile”.
Il terzo passo dovrebbe essere la ridefinizione degli ammortizzatori sociali “in un sistema universale di sostegno condizionale alla ricerca di lavoro e al training”, mentre il quarto consisterebbe nell’attuazione della “decentralizzazione della contrattazione salariale per permettere una maggiore flessbilità nei contratti nazionali”.
Da ultimo, occorrerebbe favorire senza più indugi i meccanismi di libera competizione anche in quei settori, come quello dei trasporti, dove sussistono regolamentazioni troppo invadenti.

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