Foggia: aggredito il portiere Paolo Ginestra

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Foggia: aggredito il portiere Paolo Ginestra

Ancora storie di cronaca nera in Lega Pro. Dopo l’incredibile aggressione di un mese e mezzo fa ai giocatori dell’Ebolitana, questa volta la violenza si è materializzata a Foggia. Il portiere dei satanelli Paolo Ginestra infatti è stato aggredito nel pomeriggio di martedì mentre la sua squadra si stava allenando ad Ordona in vista della trasferta di domenica al Giglio di Reggio Emilia. Stando alle prime ricostruzioni una cinquantina di tifosi, che sembravano decisi a chiedere un colloquio con la squadra, avrebbe avvicinato Ginestra colpendolo con diversi pugni e schiaffi che avrebbero provocato al portiere importanti ferite ad un occhio (taglio alla retina) ed allo zigomo curate agli Ospedali Riuniti di Foggia dove gli è stata prescritta una prognosi di dieci giorni. L’episodio ha ovviamente scosso Ginestra, 33 anni ed esperienze anche in Serie B con Albinoleffe e Parma: “Ora sto tornando a casa a Pesaro: ho chiesto tre giorni di tempo alla società per riflettere sul da farsi. Vedere trenta persone che ti aggrediscono ti cambia la vita” ha dichiarato a Sky Sport 24.

Facile pensare ad un gesto premeditato seguito alle dichiarazioni di Ginestra, uno dei pochi giocatori di esperienza di un gruppo molto giovane, che sabato pomeriggio, dopo la sconfitta interna contro la Tritium, seconda consecutiva dei rossoneri dopo una lunga striscia positiva e maturata proprio a causa di uno svarione del portiere, aveva attaccato duramente una parte dello stadio, accusandola di non sostenere a dovere la squadra: “Giocare con il clima che si è respirato quest’oggi è una cosa vergognosa – aveva detto Ginestra. Un intero settore ci ha fischiato sempre, non lo trovo giusto soprattutto nei confronti di ragazzi di 20 anni. E’ un clima schifoso, durante il riscaldamento ho sentito dire di me cose vergognose. Se si vuole contestare Casillo non bisogna prendersela con la squadra”. Parole che evidentemente non sono piaciute ad alcuni rappresentanti della curva. La storia purtroppo è sempre la stessa: il mondo del calcio italiano, soprattutto nelle serie inferiori, è sotto scacco di una frangia isolata ma violenta di pseudo-tifosi. Ma ormai siamo al cane che morde l’uomo: ed i casi Buffon e De Rossi fanno parlare molto di più.

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