Fondo salva-sfratti per aiutare chi non ce la fa COMMENTA  

Fondo salva-sfratti per aiutare chi non ce la fa COMMENTA  

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Lo scorso mese di Luglio il Governo ha istituito il “Fondo salva-sfratti”, con lo stanziamento di 20 milioni di euro per tutto il 2014, ma ne sono previsti altrettanti anche per il 2015. L’obiettivo dell’intervento è quello di prestare aiuto a chi non riesce a pagare l’affitto ed evitargli in questo modo un eventuale sfratto. A patto, però, che sia “moroso incolpevole”. Secondo la definizione contenuta nel decreto, i morosi incolpevoli sono “coloro che si trovano in una situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone dell’affitto in ragione della perdita o della consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare”.


In pratica, rientrano in tale categoria: chi è stato licenziato; chi ha subito una riduzione consistente dell’orario di lavoro; chi si trova in cassa integrazione; chi non ha avuto il rinnovo di un contratto a termine o di un lavoro atipico; chi ha cessato un’attività libero-professionale o chiuso un’impresa per causa di forza maggiore oppure per la perdita delle spese di avviamento di un negozio; chi ha subito una malattia grave, un infortunio o un decesso di un familiare, che ha provocato la riduzione del reddito oppure la necessità di affrontare una forte spesa sanitaria.


Oltre a questo, per accedere al Fondo servono altri requisiti, il cui possesso sarà verificato dai Comuni cui si inoltra la richiesta. Un requisito preferenziale consiste nella presenza, all’interno del nucleo familiare, di almeno un componente che abbia più di 70 anni o di un minore. La domanda va inoltrata al proprio Comune di residenza, che fornirà le informazioni su modalità, tempistica e documenti da allegare. Per leggere il testo del decreto consultare il sito www.confedilizia.it: dalla home page cliccare su “Novità” per accedere alla sezione “Decreto morosità incolpevole”.


 

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