Fornero ” dimentica” di applicare la” sua “riforma nella “sua “agenzia Italia Lavoro

Roma

Fornero ” dimentica” di applicare la” sua “riforma nella “sua “agenzia Italia Lavoro

Parliamo oggi del caso Italia Lavoro, agenzia del ministero guidato da Fornero, quella famosa per la vicenda della precaria insultata da Brunetta. Ebbene, la nostra maestrina nella sua riforma del lavoro ha disposto regole più strette per i collaboratori a progetto, peccato che a Italia Lavoro invece ci si sforzi di confermare i cocoprò nello stato di minorità, nascosti dietro la meschera fittizia della cosiddetta autonomia. Il ddl Fornero prevede che i lavoratori addetti a compiti che ripropongono l’oggetto sociale delle imprese non possono essere inquadrati come cocoprò; inoltre non possono svolgere lavori esecutivi e ripetitivi indicati come mansioni nei contratti e i loro compensi devono fare riferimento ai minimi previsti contrattualmente. A leggerla così la il disegno legge sembrerebbe migliorativo, peccato che a Italia Lavoro, fatta la legge, si sia subito trovato l’inganno! Infatti l’agenzia ha subito provveduto a modificare compiti e usi dei collaboratori, in modo da farne risaltare l’autonomia, mentre è evidente che di fatto rimangono dei meri subordinati.

Addirittura, e da qui si vede la malafede, sono stati cambiati gli indirizzi e mail e sostituiti computer da tavolo con pc portatili per dimostrare la ” non fissità ” delle prestazioni. Certo difficile credere che un impiegato che si occupi di seguire pratiche burocratiche ben precise, pertanto poco autonome, possa essere un collaboratore e non un esecutore subordinato.Per non parlare del fatto che Italia Lavoro sembra essere una macchina perfetta da precariato; ad oggi si contano circa 600 lavoratori (tra tempo determinato e collaboratori) che non sono riusciti ancora ad ottenere un contratto fisso dopo anni di giochetti legalizzati sotto forma di contrattini furbescamente adattati alle esigenze dell’azienda in questione. A settembre inoltre, nell’ottica della spending review si dovrebbe effettuare una fusione con l’Isfol, l’ istituto gemello che conta 350 dipendenti e 250 precari. Il timore è che la razionalizzazione possa fare saltare circa 800 lavoratori precari. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto alla Fornero di fissare un incontro per parlare del futuro delle 2 agenzie, mentre da quattro giorni l’Usb sta occupando l’Isfol.

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