Fornero fa spallucce sul tema Esodati : ” Sarò impopolare” COMMENTA  

Fornero fa spallucce sul tema Esodati : ” Sarò impopolare” COMMENTA  

Ieri la professoressa Fornero  ha incontrato i sindacati al ministero per comunicare che : il decreto  sui cosiddetti “Esodati” è pronto, sarà emanato entro la fine di Maggio e riguarderà una platea( tutt’ altro che folta), di 65 mila lavoratori.

Le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil confermano che si salveranno solo coloro i quali si sono accordati con l’azienda ed avranno raggiunto i requisiti  legali per andare in pensione secondo le vecchie regole entro il 2013.

Per gli altri lavoratori ( le stime parlano di circa 300 mila persone), non ci sarebbero speranze. Questo funesto presagio è scaturito dalle parole della stessa Fornero: ” il vincolo delle risorse non può essere messo in discussione;per quegli esodati che restano fuori dal decreto si vedrà.

Mi prendo tutta l’impopolarità di un provvedimento impopolare”. Vediamo nel dettaglio chi saranno i  “fortunati “65 mila, estratti dal cilindro della ministra: 25.590  lavoratori  in mobilità; 3.460 in mobilità lunga; 17.710 assistiti dal fondo solidarietà; 10.250 prosecutori volontari; 950 esonerati;150 genitori di figli disabili e 6.890 lavoratori esodati precedentemente.

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Fornero, che come abbiamo potuto riscontrare, ha la lingua biforcuta intrisa oltretutto da sprezzante cinismo lobbista, ha aggiunto, con un tocco di rassegnata indifferenza: ” Sull’attenzione ai segmenti più deboli forse siamo in ritardo”. Ma non finisce qui, tipo Valchiria a briglie sciolte, all’assemblea di Confcooperative, ha dichiarato: ” con la riforma del mercato del lavoro corriamo anche il rischio di risospingere verso il nero alcune occupazioni, pensiamo che questo rischio debba essere colto; è esattamente nei momenti di crisi che si possono reimpostare soluzioni. Il rischio c’è ma è piccolo, ed il Paese deve affrontarlo per uscire dalla crisi”. Ovviamente, le polemiche circa i contenuti destabilizzanti delle sue deliranti frasi, non sono tardate a mancare anche perchè, oltre a depauperare i lavoratori dei loro esigibili diritti, di fatto il decreto spiana la strada al mondo occulto del lavoro nero, con tutta la sua tentacolare trama di illegalità e antiprotezionismo, in termini di sicurezza del lavoro e quant’altro, che ne deriverebbero.

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