“Fotografati” 15 casi di botti COMMENTA  

“Fotografati” 15 casi di botti COMMENTA  

L’ordinanza sul divieto dei botti prima di Capodanno non ha fermato il brindisi con i fuochi. Tra le strade cittadine, sin da qualche minuto prima dello scoccare della mezzanotte, si potevano sentire i forti rumori dei botti, provenienti dai diversi angoli delle strade, dove bengala, fontane e fuochi d’artificio di ogni genere non hanno smesso di scoppiare. Insomma i trasgressori non si sono lasciati intimorire dai controlli delle forze dell’ordine, annunciati nei giorni precedenti dopo la conferma dell’ordinanza che mirava anche al divieto di vendita ambulante dei fuochi pirici.


Sono solo 15 le persone scoperte dalla polizia, a lanciare petardi che subiranno la multa salata decisa dall’amministrazione. La polizia è riuscita a fotografare le abitazioni da dove provenivano i razzi: i quindici casi sono stati scovati nel quartiere Libertà, Japigia e Carrassi.


Probabilmente l’effetto dell’ordinanza non ha riscosso i risultati previsti: molti botti sono scoppiati davanti la sede del Comune e durante il concerto in piazza di Elio e le storie tese. Quasi una sfida dei trasgressori alla legalità.


E di tali episodi parla il sindaco dal suo profilo Facebook il quale afferma con toni molto decisi: “Hanno sparato botti quasi esclusivamente i clan malavitosi e i loro fiancheggiatori che tradizionalmente adoperano le batterie dei fuochi proibiti per consolidare nei quartieri la loro forza di intimidazione e che addirittura ieri sera hanno invaso il centro cittadino facendo esplodere ordigni davanti al Comune in gesto di sfida.

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E’ chiaro il segnale che abbiamo dato a questa gentaglia. La città di Bari non è vostra e di alcuni altri disadattati, ma nostra, di tutti noi baresi che di voi abbiamo le scatole piene. E’ questo il mio discorso di inizio d’anno”.

Insomma, la battaglia alla legalità non si ferma a queste intimidazioni di inizio anno.

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