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Francia, stop ai campi nomadi, zingari espulsi
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Francia, stop ai campi nomadi, zingari espulsi

WCENTER 0TLEAGJLOJ MARCO ZEPPETELLA AG. TOIATI Sgombero Accampamento Abusivo in via Papiria

 

Costruire un modello di società multiculturale è un’operazione difficile e spossante.

Lo è per il governo che se ne fa carico non meno che per la società stessa, che si deve reinventare, allargando le proprie basi culturali o addirittura modificandole, in maniera da rendersi idonea per l’accettazione di gruppi che possono essere molto diversi fra loro per formazione, religione, provenienza e credenze.

Ma, non di meno, si tratta di un’operazione che tutti i governi del mondo hanno intrapreso o intraprenderanno a breve (inclusi quei paesi europei che, oggi, negano anche un aiuto minimo nell’accoglienza ai migranti), nella convinzione che così debba essere, perché è giusto, perché è rispettoso degli altri, perché, se anche non funziona adesso, funzionerà un giorno.

Che possa funzionare un giorno, però, è un imperativo non derivante da una dimostrazione inconfutabile, non è un teorema, ma, piuttosto, una convinzione, un assunto al quale ci si è abituati, anche per accettare la (tremenda, a volte) fatica quotidiana che si prova nel vedere la società multiculturale che cresce, fra incomprensioni, accuse, paure e razzismo.

Funzionerà, un giorno.

Ripeterlo può aiutare a convincere, ma, dalle esperienze fatte finora, iniziano a emergere sempre più casi in cui si giunge alla conclusione che l’integrazione di alcuni specifici gruppi sociali in un’unica società non è proprio possibile.

Si tratta di gruppi sociali estremi, la cui stessa auto definizione può passare per la negazione di alcuni valori base ai quali la società di partenza non può rinunciare se non al prezzo di rinnegare se stessa nel modo più integrale.

Uno di questi gruppi, ad esempio, è stato individuato dalla Francia nei cosiddetti zingari.

Proprio la Francia, una delle nazioni multiculturali per eccellenza, ex potenza coloniale che si è auto proiettata ai quattro angoli della Terra disseminando la propria lingua e la propria cultura laddove queste non erano mai state sentite e viste.

Proprio la Francia ha deciso, dopo anni, che uno dei gruppi dei quali l’integrazione è da considerare pressoché impossibile sono gli zingari.

La misura drastica, perciò, diventa quella annunciata dal primo ministro Manuel Valls: ”Gli accampamenti illegali in Francia verranno smantellati e gli zingari romeni e bulgari verranno espulsi nei loro paesi d’origine. Hanno la vocazione di tornare in Romania o in Bulgaria. Queste popolazioni hanno uno stile di vita estremamente diverso dal nostro: l’unica soluzione è la loro espulsione”.

Dalle parole ai fatti, tant’è che il governo di Parigi ha già ordinato lo smantellamento del campo nomadi di Lille, uno dei più grandi di tutta la Francia.

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