Frontex: agenzia della sicurezza Ue=business della guerra? COMMENTA  

Frontex: agenzia della sicurezza Ue=business della guerra? COMMENTA  

Nel 2004 la Frontex, agenzia europea delle frontiere viene
creata dalla Ue, con sede Varsavia. Il suo generoso equipaggiamento era
composto da : 26 elicotteri, 22 aerei leggeri, 113 navi, 476 apparecchiature
mobili.  Dal 2005 al 2011 il suo budget è salito da 6 milioni di euro a 86 milioni e tra il 2007 ed ilo 2013 ha ricevuto un finanziamento di 285 milioni di euro per il programma di “solidarietà e gestione dei flussi migratori”

Frontex è meglio conosciuta per le missioni di sorveglianza
su tutto il Mediterraneo e per l’organizzazione di voli charter destinati a
riportare in patria migranti clandestini, di cui è divenuta il triste simbolo,
basti pensare che solo nel 2007 ha bloccato l’accesso in Europa a ben 53
milioni di persone, con un costo pari a 24.128.919 euro.

Si tratta di una cifra considerevole, ma forse non tutti
sanno che grazie a questi soldi Frontex vende tecnologia avanzata a paesi terzi
grazie agli accordi di esternalizzazione dei controlli ( Balcani, Bielorussia, Ucraina,
Moldavia, Russia, Georgia, Capo Verde, Nigeria, Usa e Canada; in fase di
conclusione Mauritania, Libia , Egitto, Senegal)

La cosa ha tuttavia destato allarme al parlamento europeo
che ha chiesto spiegazioni per una tale operazione volta al “rafforzamento del
controllo democratico”, difatti l’agenzia compra e affitta materiali in lungo e
largo associando industriali specializzati nel settore sicurezza all’amministrazione
europea.


Grazie infatti al programma Eurosur ( sistema europeo di
sorveglianza) nato nel 2012 Frontex può attingere liberamente ai fondi del
programma di ricerca e sviluppo Fp7, per un valore di 50 miliardi, e facilita
altresì l’accesso dell’industria delle armi ai programmi di ricerca europea,
per esempio quello che vede lo sviluppo dell’uso dei droni, mercato attualmente
dominato  da Usa e Israele e già in uso
dalla metà degli anni 90 per controllare le frontiere di Austria, Svizzera e
Algeria.


Il mercato dei droni dovrebbe passare dai 3 miliardi del
2009 fino a dieci volte tanto entro il 2020.

Unica considerazione evidente è che la tecnologia della
sicurezza si sta trasformando in un pericolo strumento a sostegno dell’industria
della guerra

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