Fukushima evidenzia l’importanza della radioprotezione COMMENTA  

Fukushima evidenzia l’importanza della radioprotezione COMMENTA  

Al contrario di Cernobyl, l'incidente di Fushima Daiichi non ha avuto ripercussioni significative per la salute delle popolazioni europee

Lo tsunami dell’11 marzo 2011 ha gravemente danneggiato l’impianto nucleare di Fukushima Dai-ichi. A causa di ciò, considerevoli quantità di prodotti di fissione sono fuoriuscite dai reattori 1, 2 e 3, riversandosi nell’ambiente. Le autorità giapponesi hanno evacuato una vasta area intorno alla centrale e hanno così potuto limitare l’esposizione della popolazione alle radiazioni.


Questo è quanto documentato dal nuovo rapporto dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) della Svizzera sulle conseguenze radiologiche dell’incidente nella centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi. Il rapporto è stato allestito da un team di esperti interdisciplinare dell’IFSN (“Japan-Analyseteam”), si basa su fonti sia giapponesi che internazionali e completa le due analisi sull’incidente presentate dall’IFSN già a fine agosto.


La radioprotezione svizzera viene sottoposta a verifica

Dalle circostanze illustrate nel rapporto, l’IFSN ha già tratto i dovuti insegnamenti, che sono contenuti nel rapporto “Lessons Learned und Prüfpunkte aus den kerntechnischen Unfällen in Fukushima” (insegnamenti e punti da esaminare alla luce dell’incidente nucleare di Fukushima) dell’ottobre 2011. In esso, l’IFSN annunciava, fra l’altro, che avrebbe verificato l’affidabilità della dosimetria individuale e della radioprotezione operativa in Svizzera nel caso di un grave incidente. In questo ambito si sono verificate a Fukushima evidenti omissioni, nelle prime ore e nei primi giorni dopo l’incidente. Dalla dinamica dell’incidente, si deve concludere che in questo settore è indispensabile predisporre maggiori riserve di quanto finora ritenuto necessario. L’esperienza di Fukushima mostra inoltre che anche nel caso di un incidente grave esistono ancora numerose possibilità per ridurre le dosi e per evitare in maniera efficace le incorporazioni, se i mezzi di protezione vengono utilizzati in modo sistematico. Ciò conferma la fondamentale importanza delle misure di prevenzione nel settore della radioprotezione per la difesa della popolazione nel mondo e in Svizzera.


Le conseguenze di Cernobyl sono state più gravi

Un capitolo del rapporto dell’IFSN è dedicato al confronto fra l’incidente di Cernobyl (1986) e quello di Fukushima (2011). Dal punto di vista delle conseguenze ecologiche e radiologiche, l’incidente del reattore di Cernobyl è senza dubbio da considerare più grave. A Cernobyl, in seguito all’esplosione e all’incendio all’interno del reattore, fuoriuscì nell’atmosfera una quantità da cinque a dieci volte superiore di sostanze radioattive, che raggiunsero distanze notevolmente maggiori delle sostanze fuoriuscite a Fukushima, dove gran parte dei radionuclidi liberati si è diretta verso l’Oceano Pacifico. Al momento attuale, un confronto delle conseguenze a lungo termine dei due incidenti è ancora difficile, perché nel caso di Fukushima non tutte le informazioni rilevanti sono finora disponibili. Secondo i dati attualmente disponibili, le dosi di radiazioni effettive per la popolazione mondiale, e per quella svizzera ed europea in genere in particolare, risulteranno decisamente minori di quelle registrate in seguito all’incidente di Cernobyl.

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Il rapporto esamina anche le conseguenze radiologiche dell’incidente di Fukushima sulla Svizzera. Sebbene apparecchiature molto sensibili abbiano rilevato tracce delle sostanze radioattive liberate a Fukushima, la loro quantità è trascurabile. In nessun momento vi è stato un pericolo per la salute della popolazione.

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