Fumare in casa fa male, lo conferma uno studio COMMENTA  

Fumare in casa fa male, lo conferma uno studio COMMENTA  

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La legge italiana e quella di diversi altri Paesi del mondo vieta il fumo nei luoghi pubblici e di questo diveto sono grati i non fumatori, ma anche i fumatori dovrebbero esserlo perché in un ambiente chiuso il fumo passivo danneggia pure loro. Infatti da uno studio inglese dell’università di Aberdeen, Tobacco Control, è risultato che in una abitazione privata, dove è impossibile imporre la legge, gli abitanti sono esposti ad una quantità di particelle inquinanti, il “particolato fine” che i polmoni assorbono in profondità, pari a tre volte la quantità annua imposta dall’Oms come limite di sicurezza per la salute. Le particelle che compongono il particolato fine hanno un diametro inferiore a 2,5 millesimi di millimetro e i limiti massimi di presenza nell’aria sono identici per indicare il livello di pericolosità sia dell’ inquinamento atmosferico che del fumo passivo in ambienti chiusi. Lo studio ha confrontato i livelli di PM2,5 in 93 abitazioni in cui viveva un fumatore e in 17 abitazioni in cui non fumava nessuno, nelle prime la concentrazione era 10 volte superiore che nelle seconde. L’aria che si respira in un’abitazione in cui si convive con un fumatore è identica a quella che respirano gli abitanti delle città più inquinate al mondo, una fra tutte Pechino dove una nebbia caliginosa avvolge perennemente case e persone.

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