Fuori onda a Piazza Pulita, mancanza di democrazia nel M5S: Giovanni Favia precisa la sua posizione COMMENTA  

Fuori onda a Piazza Pulita, mancanza di democrazia nel M5S: Giovanni Favia precisa la sua posizione COMMENTA  

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Giovanni Favia, consigliere regionale dell’Emilia Romagna, si è lasciato andare a delle dichiarazioni critiche, in un fuori onda, sullo stato di democrazia interna al Movimento 5 Stelle

Grillo non sarebbe stato in grado di pianificare una cosa così, dietro c’è una mente freddissima. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste.

Semplice ingenuità o mero calcolo? Per Favia si è trattato d’ingenuità, un eccesso di fiducia nel giornalista che lo stava intervistando. A volte, anzi, spesso, i fuori onda in casi del genere sono voluti, studiati, concordati addirittura. Il tutto rende l’intervista più vera, interessante e sopratutto permette al diretto interessato di fare un passo indietro e non passare per quello che lancia un attacco frontale. Chi mai si lascerebbe andare a certe dichiarazioni senza sapere che il giornalista le riporterà e perché non dovrebbe? Non è questo il suo lavoro? Noi però dobbiamo attenerci a quanto ha replicato Favia attraverso la sua pagina Facebook e prendere per buone le sue parole, studiate, ragionate, ponderate, pesate.

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Cerchiamo di fare un bel respiro, tutti.
Ribadisco se ce ne fosse bisogno: le liste dell’m5s, dalle comunali alle regionali, nascono spontaneamente ed in democrazia diretta. I suoi consiglieri agiscono in piena autonomia, con una libertà a disposizione che non ha eguali. Chi è così bravo da poterci dare lezioni?
Nel mio sfogo del fuori onda, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi. Ovvero la mancanza di un network nazionale dove poter costruire collettivamente scelte e decisioni, comprese le inibizioni e le attribuzioni del logo. Questa falla concentra tutto in poche mani, seppur buone e fidate, generando una contraddizione che spesso sul territorio ci viene rinfacciata. Non è un problema di sfiducia, è un problema d’efficienza, d’organizzazione e di principio. Basta leggere il nostro non-statuto.


Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché, come tanti altri di noi, avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente. E’ stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mie ero fidato. Capita in famiglia, capita tra amici, capita al lavoro, anche tra persone che si vogliono bene, avere reazioni esagerate in momenti di tensione. Ricordo che a Maggio, mese in cui mi fu fatta l’intervista, il MoVimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna era in ebollizione per l’espulsione di Valentino Tavolazzi di cui io ero un grande amico e che ho visto piangere. I miei rapporti con Gianroberto Casaleggio estremamente critici, anche se la storia è molto lunga. Lo scherzo del destino è che proprio in prima serata mi ero sentito al telefono con lui, per la prima volta chiarendo alcune cose e dopo tanti mesi di chiusura comunicativa e di voci riportate da terzi, che forse hanno scavato ancor più un solco tra noi. Ma oggi è secondario.


A prendermela col giornalista sarei ridicolo. La colpa è mia. Due anni in mezzo agli squali non mi hanno fatto crescere sullo stomaco tutto quel pelo che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al MoVimento.

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In questi anni, dando anima e corpo, credo d’aver portato tanta acqua al mulino del movimento. Ieri ne ho fatta drenare un po’. Non avete idea di quanto questo mi colpisca al cuore.
Tra qualche mese, come ogni semestre, rassegnerò le mie dimissioni e saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle.

P.S. è fantascienza ed un’offesa all’intelligenza pensare che un fuori onda, per me così degradante, potesse essere concordato.

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