Furia imprese locali Val Susa: escluse dal progetto per la Tav COMMENTA  

Furia imprese locali Val Susa: escluse dal progetto per la Tav COMMENTA  

“Questa Tav proprio non s’ha da fare” penserebbe Alessandro Manzoni andando a fare un giro in Val di Susa. Dopo mesi e mesi di protesta del comitato No Tav contro la costruzione dell’alta velocità, ora arriva la protesta anche da parte di Pd, Pdl e dell’assessorato regionale ai trasporti, ma per una ragione totalmente diversa: i patti sulla costruzione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione non sono stati rispettati.

Le imprese locali sono state escluse dai lavori del cantiere Tav della Maddalena e dalla realizzazione della seconda canna del tunnel del Frejus e, secondo una legge regionale, “i lavori connessi alla Tav devono  produrre una ricaduta concreta sul territorio – ha detto indignato Stefano Esposito del Pd, il deputato che ha lanciato l’allarme -.

Invitiamo quindi la Cmc (associazione di imprese che ha vinto l’appalto del cantiere di Chiomonte, ndr) a rispettare i dettati della legge regionale. Lo stesso deve valere per la seconda canna del tunnel autostradale del Frejus dove sembrerebbe che l’Ati (Itinera e Mattioda) abbia assegnato un sub-appalto da 300 mila euro ad un’azienda lombarda, che avrebbe prodotto poche migliaia di euro di sconto rispetto a un’azienda valsusina”.

D’altronde si sa: ogni grande opera che si rispetti genera una “corsa all’oro” e un “magna magna” generalizzato. Le aziende promettono poi non mantengono e le associazioni di imprese fanno a gomitate per arrivare primi sui soldi messi “in palio” grazie alle loro conoscenze.

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Anche altri deputati come Osvaldo Napoli del Pdl e Barbara Bonino, assessore regionale ai trasporti, si sono accodati alla protesta e non intendono recedere finchè non si sarà fatta chiarezza sull’accaduto. “L’associazione di imprese che ha vinto l’appalto del cantiere di Chiomonte sembrerebbe non garantire a prezzi di mercato il pieno coinvolgimento delle aziende locali” ha concluso  Esposito. “E’ impensabile – ha aggiunto Napoli – che le aziende locali non vengano coinvolte nei lavori connessi alla Tav, che producono una ricaduta concreta sul territorio. Si predica bene e si razzola male”. La chiosa spetta all’assessore Bonino: “Presto convocherò le imprese che hanno vinto l’appalto”. Vedremo come andrà a finire.

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