G8: il Diaz non è stato un film!

Roma

G8: il Diaz non è stato un film!

Al limite del surreale la testimonianza del giornalista inglese Mark Covell a proposito delle violenze subite alla scuola Diaz . L’uomo, che lo scorso anno è stato insignito della cittadinanza onoraria da parte dell’ex sindaco Marta Vincenzi ,racconta: “Hanno cercato di farmi fuori, il Pm lo ha confermato, la polizia italiana cercava di uccidermi. Mi hanno colpito con i manganelli, con i pugni ovunque. Costole fratturate, polmoni perforati, la mano sinistra spezzata, ho perso 16 denti e sono entrato in coma. Un ‘esperienza terrificante” . A Roma in questi giorni si tiene il processo in Cassazione, ma per la difesa i 25 imputati sono innocenti e i vertici pure: classico “film” tutto italiano I 25 personaggi infatti sostengono in perfetta sintonia, di non ricordare, di non essersi accorti dei pestaggi compiuti dai colleghi e di essere entrati a fatti avvenuti( insomma è stato “l’altro”, ma l’altro è ignoto) . Eppure le violenze, le calunnie, le prove false, quelle inquinate e i depistaggi ci sono stati realmente. Il giornalista ricorda perfettamente la scena da incubo vissuta quel fatidico 21 luglio 2001, quando trecento agenti fecero irruzione nella scuola e gli dissero: “Tu non sei un giornalista, sei un black block e noi i black block li ammazziamo”. Poi aggiunge: “Hanno tentato più volte di rapirmi dall’ospedale per trasportarmi in caserma a Bolzaneto. Se l’Itlia è un paese civile, lo vedremo venerdì con la sentenza della Cassazione”. Stasera intanto proprio la Cassazione si riunirà in camera di consiglio per decidere. Se i giudici della Suprema Corte dovessero confermare le condanne, i 25 imputati, sebbene siano coperti penalmente dall’indulto, rischierebbero l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e pesanti sanzioni disciplinari, tra cui la radiazione, conseguentemente salterebbero tante teste tra gli alti ranghi. Ma l’avv.Lozzi sta premendo per ottenere le “attenuanti” per i vertici, tipo Caldarozzi, capo del servizio centrale operativo, poichè la Corte d’Appello, nel condannarlo, non ha motivato le accuse. Utile ricordare che il verbale d’arresto per gli occupanti del Diaz è stato firmato da 14 dirigenti, di cui 13 identificati, del quattordicesimo nessuna traccia, nessun ricordo. Staremo a vedere

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