G8, la polizia che fece vergognare l’Italia: la motivazione della Cassazione COMMENTA  

G8, la polizia che fece vergognare l’Italia: la motivazione della Cassazione COMMENTA  

Genova – Nelle 168 pagine della motivazione della Cassazione che ha convalidato le condanne per falso aggravato nei confronti degli allora vertici della polizia (prescritto il reato di lesioni per i poliziotti), inerente l’irruzione alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio 2001 durante il G8, si definisce l’operato delle forze dell’ordine un “massacro ingiustificabile che ha gettato discredito sulla nazione agli occhi del mondo intero”. Una vergogna per un paese democratico, un crimine perpetrato da uomini in divisa accecati dall’odio e dalla rabbia le cui azioni nulla hanno a che vedere con i compiti loro assegnati e per i quali erano pagati. Una violenza assurda, azioni incompatibili con la legge, la giustizia, la legalità che loro, i poliziotti, dovrebbero garantire. Un crimine commesso da chi il crimine dovrebbe combatterlo. La cassazione parla di “carta bianca” data agli agenti nell’uso della forza. La Cassazione – riporta l’Adnkronos – descrive cosi’ l’inusitata violenza all’interno della scuola Diaz durante il G8: “L’assoluta gravita’ sta nel fatto che le violenze, generalizzate in tutti gli ambienti della scuola, si sono scatenate contro persone all’evidenza inermi, alcune dormienti, altre gia’ in atteggiamento di sottomissione con le mani alzate e, spesso, con la loro posizione seduta, in manifesta attesa di disposizioni, cosi’ da potersi dire che si era trattato di violenza non giustificata e punitiva, vendicativa e diretta all’umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime”. In una parola, la Cassazione dice che alla Diaz gli operatori di polizia hanno dato vita ad un “puro esercizio di violenza”.
Secondo la Cassazione e’ pienamente condivisibile il giudizio espresso dalla Corte d’Appello di Genova quando, nel 2010, ha bollato l’attivita’ della polizia come “condotta cinica e sadica, in nulla provocata dagli occupanti la scuola, tanto che il comandante del VII nucleo Fournier ha, con acrobazia verbale tanto spudorata quanto risibile, dapprima parlato di ‘colluttazioni unilaterali’, per poi finire con l’ammettere la reale entita’ dei fatti, per descrivere i quali ha usato la significativa e fotografica espressione ‘macelleria messicana’”.

Vincenzo Borriello

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