Galantino spara a zero sulla politica: “piccolo harem di cooptati e di furbi”

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Galantino spara a zero sulla politica: “piccolo harem di cooptati e di furbi”

Il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Nunzio Galantino, ha deciso di fatto di non mollare la polemica innescata nei giorni scorsi con molti esponenti della politica italiana, primo fra tutti Matteo Salvini, usando anzi toni ancora più accesi e duri.

Invitato a tenere una conferenza in ricordo di Alcide De Gasperi nel paese natale di quest’ultimo, Pieve Tesino, ha deciso all’ultimo momento di non leggere di persona il discorso che aveva preparato, ma di affidarlo al professor Giuseppe Tognon, imponendo la propria assenza come un segnale e un invito a evitare “di contribuire a rafforzare polemiche o anche semplicemente di allontanare il momento del rasserenamento di un clima invano esasperato”.

Non è passato molto dall’inizio della lettura del discorso, però, che i proclami di “rasserenamento” sono evaporati, perché, secondo Galantino, la politica di De Gasperi era quella del vero statista, e non “quella che siamo stati abituati a vedere oggi, vale a dire un puzzle di ambizioni personali all’interno di un piccolo harem di cooptati e di furbi”. I mormorii in sala non sono mancati, e si sono anche accentuati alla lettura di un passo successivo, che spiegava che “il popolo da solo sbanda e i populismi sono un crimine di lesa maestà di pochi capi spregiudicati nei confronti di un popolo che freme e che chiede di essere portato a comprendere meglio la complessità dei passaggi della storia”.

Il giudizio sprezzante di monsignor Galantino su una politica ritenuta inadeguata o addirittura disonesta ha suscitato, com’era prevedibile, diverse reazioni.

Secondo Salvini, Galantino “ha sproloquiato” e fa parte di un gruppo di vescovi che “sono più a sinistra di Rifondazione comunista” e “dovrebbero andare in giro con la bandiera rossa, invece che mettere la tonaca”. Attaccano anche Daniela Santanchè, secondo la quale “in quanto a cooptati, harem e furbi, evidentemente Galantino in quanto capo dei vescovi se ne intende assai” e Fabrizio Cicchitto, che si aspetterebbe “da Galantino analisi più serie, culturalmente più fondate, e più capaci di comprendere la realtà nella sua complessità e nelle sue contraddizioni e non battute a effetto”.

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